Mafia, Totò Riina è morto stanotte a Parma

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Mafia, Totò Riina è morto stanotte a Parma

Totò Riina (mandante degli omicidi di Falcone e Borsellino) è morto all’ospedale di Parma. Il Presidente del Senato Pietro Grasso: “Morte non cancella sangue”.

di Luigi Maria Mormone – Il boss Totò Riina è morto stanotte a Parma, dopo aver compiuto 87 anni proprio ieri. Malato da anni, negli ultimi tempi le sue condizioni erano peggiorate, tanto da indurre i legali a chiedere un differimento di pena per motivi di salute (istanza che il tribunale di Sorveglianza di Bologna ha respinto a luglio). Le condizioni del capo di Cosa Nostra si erano ulteriormente aggravate ieri per complicazioni in seguito a due interventi chirurgici, motivo per cui il Ministro della Giustizia Andrea Orlando aveva firmato il permesso per consentire ai parenti di visitarlo all’ospedale di Parma, dove era ricoverato. La scalata del “capo dei capi” ai vertici di Cosa Nostra è stata contraddistinta dal contrabbando e dai rapporti con Camorra e Ndrangheta, fino alle tristi stragi del 1992. Fu lui infatti a decidere di attaccare lo Stato e quindi l’eliminazione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, venendo poi arrestato il 15 gennaio 1993 dopo 24 anni di latitanza (nel corso dei quali ha gestito Cosa Nostra insieme a Bernardo Provenzano). Per le stragi di Capaci e di Via D’Amelio e decine di altri omicidi stava scontando 26 ergastoli. Gli inquirenti, nonostante la detenzione al 41 bis, lo ritenevano ancora il capo di Cosa Nostra, a tal punto che dal carcere continuava vantarsi dell’omicidio di Falcone e a proclamare minacce di morte (come quelle contro il PM Nino Di Matteo). Queste le parole del Presidente del Senato Pietro Grasso, già PM di Palermo e Procuratore Nazionale Antimafia: “Totò Riina –ha scritto Grasso su Facebook- uno dei capi più feroci e spietati di Cosa Nostra, è morto. La pietà di fronte alla morte non ci fa dimenticare il dolore causato e il sangue versato. Riina porta con sé molti misteri che sarebbero stati fondamentali per trovare la verità su alleanze, trame di potere, complici interni ed esterni alla mafia, ma noi, tutti noi non dobbiamo mai smettere di cercarla”.