Paracetamolo, ecco quali sono i danni e come sostituirlo

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Il paracetamolo, il principio attivo di molti farmaci (Tachipirina, Efferalgan, Acetamol, Normaflu, Sanipirina) viene consigliato da tutti i medici a qualunque età, persino ai neonati, ma i danni che compie nell’organismo sono profondi e possono manifestarsi anche dopo anni.

E’ così diffuso che è praticamente impossibile trovare qualcuno che non lo abbia mai utilizzato, fin da bambino o per i propri figli, almeno una volta, e purtroppo nessuno sa che questo farmaco, crea danni che aumentano ogni volta che viene usato. Il Dr. Roberto Gava, autore di numerosi libri di medicina, nel suo “L’Annuario dei Farmaci”, spiega che le normali dosi di paracetamolo possono causare:

  • asma
  • allergia
  • alterazioni ematologiche (del sangue)
  • vertigini
  • sonnolenza
  • difficoltà di concentrazione
  • secchezza orale
  • nausea
  • vomito
  • danni gravi al fegato

E quello che è più grave, citando il Dr. Gava è che “Il problema è che il paracetamolo è un potente farmaco ossidante e consuma le scorte del nostro più importante antiossidante: “il glutiatone”. E per di più, quando il glutatione scarseggia, il paracetamolo svolge la sua potente azione epatossica. Il paracetamolo viene consigliato anche ai bambini piccoli e ai neonati, pur sapendo che i bambini (e i neonati in particolare) sono poveri di sostanze antiossidanti (come il glutatione). L’uso di paracetamolo abbassa il sistema immunitario, danneggia la produzione delle nostre sostanze antiossidanti e facilita quindi l’insorgenza di influenze, malattie infettive, degenerative e soprattutto il cancro.

febbre-organismo-difendeIl Dott. Claudio Sauro infatti afferma: “Oggi tutti utilizzano il paracetamolo anche per le più piccole cose, tipo una febbre di 37°, oltretutto il paracetamolo è un prodotto da banco che si può acquistare in farmacia anche senza ricetta, ed è considerato, anche grazie alla pubblicità, una panacea universale. Ma non tutti sanno che il paracetamolo inibisce un enzima importantissimo, la glutatione perossidasi, che è il principale enzima endogeno che abbiamo per neutralizzare i radicali liberi. Questo non è un segreto, viene riportato sul Harrison e su altri testi autorevoli come ad esempio Current Therapy. Il paracetamolo può causare se si superano i 4 gr/die un epatite abbastanza grave, la così detta “Epatite da Paracetamolo” che troverete su qualsiasi testo di medicina. C’è però da sottolineare che il bambino piccolo è particolarmente carente di glutatione perossidasi, per cui nel bambino l’epatite può essere più frequente. Non solo, ma il paracetamolo sopprime la glutatione perossidasi anche a dosi relativamente basse (1 gr/die), cioè a dosi che si usano comunemente in terapia, ma nel contempo causa una caduta delle difese immunitarie. C’è da dire che la febbre non andrebbe mai abbassata nell’adulto a meno che non superi i 39°, perché con la febbre è dimostrato che c’è maggior produzione di anticorpi, cioè la febbre è una reazione naturale dell’organismo per produrre anticorpi“.

La temperatura corporea è un fattore importantissimo e abbassarla non fa altro che creare danni. Il nostro corpo funziona meglio ad una temperatura normale di 36.5 – 37 °C , mentre quasi tutti hanno una temperatura basale tra 35 e 36 °C.

Cosa fare quando abbiamo la febbre?

Questa domanda sorge spontanea e la risposta è che nell’adulto non è necessario fare nulla se la temperatura rimane sotto i 39 °C perché il nostro corpo sta lavorando al massimo per depurarsi, sciogliere le tossine e a tale temperatura ha un sistema immunitario 1000 volte più potente di quanto è presente ad una temperatura di 37 °C. Io negli ultimi due anni ho avuto due volte la febbre, non ho preso alcun rimedio, semplicemente digiunato e in un giorno la febbre è scomparsa e dopo mi sentivo completamente rinnovato e ripulito.

Ecco i consigli per abbassare la febbre troppo alta

  • Spugnature a freddo su polsi, polpacci e caviglie, le spugnature sono da rinnovare ogni 10 minuti e devono essere fatte a base di aceto e acqua in parti uguali.
  • Tintura madre di genziana, ad azione febbrifuga, 40 gocce due/tre volte al giorno.
  • Tisane depurative per drenare le tossine e per indurre una profusa sudorazione disperdendo il calore in eccesso e riducendo di conseguenza la temperatura corporea: fiori di camomilla, eucalipto, spirea, salice, sambuco, tiglio, zenzero, timo, genziana, lavanda, malva, rododendro.
  • Basilico Tulsi. Nell’ayurveda il basilico tulsi viene usato per far abbassare la febbre:  fare una bevanda utilizzando circa 12 grammi di foglie di Tulsi da far bollire in mezzo litro di acqua pura. Assumere due volte al giorno con mezza tazza di latte, un cucchiaio da tavola di zucchero e un cucchiaino di polvere di cardamomo. Questo aiuta ad abbassare la febbre.
  • Estratto di corteccia di salice bianco ricca di salicilati da cui è derivato il famoso acido acetilsalicilico (aspirina).
  • Belladonna: L’omeopatia per la febbre consiglia di assumere Belladonna 5 CH  3 granuli ogni 2 ore
  • DR. RECKEWEG R1 Gocce: L’omeopatia consiglia per la febbre (in caso di infiammazioni locali acute e croniche di natura infiammatoria, batterica o virale) all’inizio 10-15 gocce in poca acqua ogni mezz’ora per ½ – 1 giorno. Dopo il miglioramento, prendere stessa dose ogni 1-2 ore.

Adulti: Se supera i 39° nell’adulto è sufficiente assumere 2 litri di acqua fresca di rubinetto con dentro spremuti 4 limoni , e la febbre si abbasserà come con il paracetamolo.

Bambini: Nel bambino va tenuta più bassa che nell’adulto per il pericolo di convulsioni. Ma anche nel bambino funziona benissimo acqua e limone.

(fonte dionidream)