Sea Watch 3: oggi pomeriggio l’interrogatorio della capitana Carola Rackete

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Sea Watch 3: oggi pomeriggio l’interrogatorio della capitana Carola Rackete

Carola Rackete: la capitana della nave con a bordo 42 migranti rischia fino a 10 anni dopo aver forzato il blocco e speronato una vedetta della GdF a Lampedusa.

Si terrà nella giornata di oggi, lunedì 1 luglio, l’udienza di convalida dell’arresto della capitana della nave Sea Watch 3, Carola Rackete, ad Agrigento. La 31enne tedesca ha già lasciato Lampedusa, accompagnata da una motovedetta della Guardia di Finanza.

Il procuratore di Agrigento, il suo vice e il pm hanno chiesto la convalida dell’arresto di Rackete, che, dopo due settimane di attesa, nella notte tra venerdì 28 e sabato 29 giugno non ha rispettato l’alt delle autorità, avvicinando la nave con a bordo 42 migranti alla banchina e urtando l’imbarcazione della GdF, prima di attraccare al molo.Sea Watch 3: oggi pomeriggio l’interrogatorio della capitana Carola Rackete Le accuse nei suoi confronti sono di resistenza a pubblico ufficiale e violazione dell’articolo 1100 del Codice della navigazione: resistenza o violenza a nave da guerra (che prevede una pena tra i 3 e i 10 anni di reclusione).

I pm chiedono solo il divieto di dimora in provincia di Agrigento, anche se Carola Rackete resta indagata anche per favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina.

Nave Sea Watch 3, la difesa: “Nessuna volontà di speronare motovedetta GDF”

È stata fatta una manovra in condizioni di estrema difficoltà, ma non c’è stato alcun atto criminale né la volontà di speronare la motovedetta o uccidere qualcuno, solo la necessità di salvare delle vite”.

Così uno dei legali di Sea Watch 3, Salvatore Tesoriero, ha ricostruito la manovra che ha portato all’arresto di Carola Rackete.

Per Carola, ribadisce Tesoriero, “c’era la necessità di portare in salvo persone in condizioni estreme”. La capitana, inoltre, “è provata, ma molto forte e lucida”.

Matteo Salvini: “Su Sea Watch 3 nessun problema di salute”

Di vedute diametralmente opposte è il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che ha replicato con queste parole alla forzatura della capitana della Sea Watch 3, Carola Rackete, all’alt delle autorità “per stato di necessità”, visto che alcuni migranti stavano male:Sea Watch 3: oggi pomeriggio l’interrogatorio della capitana Carola Rackete “La comandante fuorilegge -attacca Salvini- ha giustificato il folle attracco, che ha messo a rischio la vita degli agenti della GdF dicendo che c’era uno stato di necessità. Ma se nessuno dei migranti a bordo aveva problemi di salute, di quale necessità parlava?”.