Tv in alta definizione, in arrivo una nuova “rivoluzione”

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Tv in alta definizione, in arrivo una nuova “rivoluzione”

Tv: dal 2020 l’acquisto di apparecchi in alta definizione potrebbe essere “abbinato” a quello di un decoder.

È alle porte una nuova “rivoluzione” per gli apparecchi televisivi in alta definizione. Le tv smart e con le immagini in HD potrebbero non “bastare”, visto che al loro acquisto dovrebbe essere abbinato quello di un decoder (il cui prezzo varierà da 50 a 200 euro).

Come riportato da “Il Mattino”, con l’arrivo del digitale terrestre 2 (ovvero DVTB-T2) entro luglio 2022 e con i primi approcci già dal 2020, potrebbero diventare “arretrati” anche i televisori comprati di recente o nei prossimi mesi.

Quindi, la rivoluzione digitale del 2012 (DVTB-T1) verrà sorpassata in base a una normativa europea sulla riassegnazione delle frequenze. Come raccontato in una recente puntata del programma di Rai 3 “Report”, lo Stato punta a incassare 2,5 miliardi di euro grazie alla gara per le nuove frequenze.

Scenario che a molti italiani sembra paradossale, dato che in molte zone ci sono ancora problemi di ricezione di vari canali (compresi quelli della Rai). L’avvento del primo digitale terrestre ha portato infatti a creare zone buie oppure, al contrario, zone in cui i segnali si sovrappongono.

La domanda è dunque la seguente: come evitare di comprare un apparecchio presto obsoleto? Da più di due anni (luglio 2016) le aziende non possono lanciare sul mercato televisori senza il nuovo standard o senza il codec H265/HEVC. I rivenditori, tuttavia, secondo una norma controversa hanno la possibilità di continuare a vendere i “vecchi” televisori insieme al decoder necessario per utilizzarlo con il DVB-T2.