Remdesivir, ok dell’Ema al primo farmaco contro il Coronavirus

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Remdesivir, ok dell’Ema al primo farmaco contro il Coronavirus.

L’Ema ha approvato il Remdesivir per il trattamento del Covid19 in adulti e adolescenti dai 12 anni di età con polmonite che richiedono il supporto respiratorio. Ora si aspetta il via libera definitivo dalla Commissione Ue.

L’Agenzia Europea del Farmaco (Ema) ha dato il proprio assenso al primo farmaco anti Covid, il Remdesivir. Ora si aspetta la ratifica della Commissione Europea, che permetterà l’immissione in commercio dell’antivirale studiato inizialmente contro l’Ebola. La terapia sarà indicata per il trattamento del Covid-19 in adulti e adolescenti dai 12 anni di età con polmonite che richiede il supporto respiratorio. 

La raccomandazione dell’Ema si basa soprattutto sui dati di uno studio sponsorizzato dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) su mille pazienti ricoverati con il Covid-19. «Il Remdesivir è stato confrontato con un placebo – si legge nel comunicato dell’Ema – e la prima misura di efficacia è stato il tempo di guarigione dei pazienti. Complessivamente lo studio mostra che i pazienti trattati con il remdesivir guariscono in circa 11 giorni, mentre quelli con il placebo in 15. Questo effetto non è osservato invece in pazienti con malattie lieve o moderata, che in entrambi i casi hanno un tempo di guarigione di cinque giorni. Per il 90% dei pazienti studiati con malattia grave invece, il tempo di guarigione è risultato di 12 giorni contro 18. Tuttavia non sono state viste differenze in quelli che hanno iniziato il trattamento mentre erano già sotto ventilazione meccanica. I dati di mortalità sono ancora in corso di analisi». 

Ad oggi sono oltre 30 i farmaci e i vaccini in sperimentazione nel mondo contro il Covid-19. Secondo il progetto «Trial Clinici» dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che esegue la mappatura e il monitoraggio periodico, al 18 giugno erano 54 gli studi condotti in Italia con 15100 pazienti previsti. Il 33% degli studi è in fase 3, l’ultima prima della richiesta di approvazione, e il 70% è randomizzato, prevede cioè un gruppo trattato con il candidato farmaco e uno con il placebo. Il 93% degli studi ha uno scopo terapeutico mentre il 7% preventivo.