“Ricordati di me”, il dispositivo che segnala i bambini dimenticati in auto. Ecco come funziona

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di Antonella Amato – Finalmente è stata presa in considerazione una tecnologia capace di evitare tragedie purtroppo sempre più frequenti, come quelle dei bambini morti perché dimenticati in auto. 2Anews già si era occupato di questo argomento con un articolo pubblicato il 27 luglio scorso. Il progetto, denominato “Ricordati di me”, è stato inventato e realizzato dagli studenti dell’Isis Fermi di Bibbiena ( Arezzo). Si tratta di un seggiolino che ‘avverte’ mamma e papà nel caso in cui il bambino sia rimasto chiuso in auto accendendo le frecce, facendo suonare il clacson e addirittura inviando sms ai loro cellulari e ad altri numeri impostati. Perchè il ‘sistema di allarme’ scatti devono verificarsi contemporaneamente quattro condizioni: bambino appoggiato sul seggiolino, spegnimento del motore dell’auto, apertura della portiera, uscita del guidatore. È prevista anche la possibilità di attivare una scheda gps che consenta di localizzare l’auto. I creatori sono 16 ragazzi che all’epoca frequentavano la terza classe dell’istituto, che hanno lavorato coordinati dal professor Pier Luigi Bargellini con l’assistenza dei tecnici Alberto Larghi e Vasco Claudio Castelli.
L’iniziativa è partita dall’assessore regionale ai trasporti della Toscana, Vincenzo Ceccarelli, che in seguito alla tragedia avvenuta a Vada nello scorso mese di luglio e costata la vita ad una bambina di pochi mesi, aveva scritto al ministro Graziano Delrio ed al viceministro Riccardo Nencini per segnalare l’esistenza di un dispositivo – ideato e brevettato tre anni fa da una scuola di Bibbiena ( Arezzo) – capace di “avvisare” i genitori nel caso in cui il bambino resti chiuso in macchina.
Oggi l’incontro tra la scuola, l’Istituto Fermi di Bibbiena, e il Governo è avvenuto a Firenze, dove il viceministro Nencini e l’assessore Ceccarelli hanno valutato insieme agli ideatori del meccanismo il suo funzionamento e le sue possibili applicazioni. Secondo i realizzatori, la produzione del seggiolino su larga scala non costerebbe molto e potrebbe permettere di salvare numerose vite.