Parte la stagione del Teatro delle Palme con Gennaro Cannavacciuolo ed il suo tributo a Modugno

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Gennaro Cannavacciuolo, Volare, Omaggio a Domenico Modugno. Teatro Dei Comici 16/01/2010. Foto realizzate da Carlo De Gori

Per l’inaugurazione della nuova stagione del Teatro Delle Palme firmata “Suoni e Scene” di Bruno Tabacchini, un tuffo emozionante nella storia di un personaggio simbolo della grande canzone italiana. Un recital di Gennaro Cannavacciuolo, premio ETI 2009 Olimpici del Teatro come attore non protagonista, che con la regia di Marco Mete, le musiche dal vivo del Trio Bugatti ed il titolo “Volare”, propone da giovedì 10, fino a domenica 13 novembre (orari spettacoli: giovedì 17.30 venerdì e sabato 21.00 e domenica 18.30) in una reinterpretazione personale, le varie strade musicali percorse dal grande Domenico Modugno. Nella prima parte, via con le canzoni dialettali e macchiettistiche, da

Gennaro Cannavacciuolo, Volare, Omaggio a Domenico Modugno. Teatro Dei Comici 16/01/2010. Foto realizzate da Carlo De Gori

“O Cafè” a “La donna riccia”, da “La Cicoria” e “U Pisci spada”, alla più famosa “Io mammeta e tu”; fino ai monologhi teatrali e al suggestivo dialogo tra madre e figlio tratto dalla commedia musicale “Tommaso D’Amalfi” di Eduardo de Filippo, eseguito con l’apporto della voce registrata di Pupella Maggio che volle dare il suo contributo proprio a questo spettacolo. Nella seconda parte da atmosfera brechtiana, largo alle canzoni d’amore più famose lanciate da Modugno come “Vecchio Frac”, “Tu si na cosa grande”, “Resta cu mme” e così via fino a giungere all’ormai inno nazionale “Nel blu dipinto di blu”, cantato e danzato a mo’ di Tip Tap alla maniera di Fred Astaire. Al Teatro Delle Palme di via Vetriera a Chiaia, per gli abbonati, uno spettacolo coinvolgente ed interattivo, applaudito dalla critica più esigente, che propone un alternarsi sottile di momenti comici e di alcuni più melanconici, di aspetti gioiosi e di suggestive evocazioni poetiche. A proposito del lavoro con Gennaro Cannavacciuolo, Rodolfo Di Gianmarco così ha avuto modo di scrivere su La Repubblica “… funambolico e fregolesco.. Cannavacciuolo si è fermato come maschera…. nel refrain “Volare” che la gente gli ha conteso decretandogli un trionfo”. Mentre Paolo Lucchesini, sulle pagine de La Nazione ha parlato di … una bella idea, una serata piacevole, elegante, affidata totalmente alla bravura di Gennaro Cannavacciuolo e di uno spettacolo che offre brillanti spunti teatrali… canzoni per niente banali, musica e parole in perfetta armonia, testi vibranti in dialetto e in lingua, che talvolta diventano pura poesia… intensi frammenti drammatici di una teatralità straripante… Bravo Gennaro… così il suo Modugno volerà ancora”