Napoli-Chiaia: Lo storico Bar Moccia ceduto a Fratelli La Bufala

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Lo storico bar Moccia di via San Pasquale non c’è più: una notizia “amara”, non solo per i clienti abituali ma anche per gli oltre quaranta dipendenti che lo hanno appreso al termine di una riunione sindacale indetta per il mancato pagamento degli stipendi in pieno agosto. Una vicenda incredibile anche per il fondatore della storica pasticceria Enzo Romano, il primo di tre fratelli e per tutti l’anima dell’azienda con i suoi ottantasei anni buona parte dei quali spesi nel retrobottega.
A decidere delle sorti di una delle ultime aziende storiche napoletane sarebbero stati infatti gli altri due fratelli minori, Antonio e Pasquale, con una serie di iniziative che hanno portato infine alla vendita del marchio e delle mura a Fratelli La Bufala.

Alcune voci del quartiere raccontano che Pasquale ed Antonio avrebbero registrato autonomamente il marchio Moccia, all’insaputa pare del maggiore che pure non aveva mai dato peso a questo cavillo legale, certo com’era che il successo della sua azienda fosse dovuto alla qualità dei prodotti e non ad un’insegna. Un “cavillo” quasi certamente sottovalutato se è vero, che Pasquale ed Antonio avrebbero fatto leva proprio sulla proprietà di quel marchio per concludere la trattativa con l’attuale nuova proprietà, portata a termine a detta di molti con un vero e proprio blitz a dire il vero facilmente prevedibile: essendo la ditta da ormai tre mesi in regime di amministrazione controllata, nel corso dell’ultima riunione Antonio e Pasquale avrebbero preso la decisione a maggioranza unendo le rispettive quote del 30% ovvero il 60 contro il 40 del primo fratello, peraltro assente e a quanto pare ignaro di tutto anche dopo.
Difficile a questo punto distinguere tra le leggende metropolitane e le reali vicende legali, anche se di certo le mura della pasticceria, a quanto pare acquistate a suo tempo sempre da Enzo, erano di proprietà della società e quindi seguendo un ragionamento di logica va da se che per poter subentrare negli stessi locali Fratelli La Bufala deve aver ottenuto anche le quote della società o, al limite, la proprietà delle mura. Di sicuro c’è che a fine mese, probabilmente già dopo il 20 agosto, inizieranno i lavori di ristrutturazione dei locali. Un chiaro segno della volontà dei nuovi proprietari di imprimere una nuova immagine all’azienda, visti che quelli vecchi non erano certo fatiscenti.
Altrettanto certa è la sorte dei protagonisti di questa storia: ad Antonio, oggi settantacinquenne, resterà infatti la pasticceria Moccia di via Posillipo mentre ad Antonio, sessantenne, la panetteria attigua alla sede storica che del resto già viveva di vita propria da un anno. Ad Enzo, colpito nell’affetto più che nell’orgoglio, non sarebbe rimasto che concedersi finalmente una vacanza nella sua amata Ischia, confortato dall’affetto della moglie Lucia e dai ricordi di un passato davvero glorioso che lo aveva visto sempre gomito a gomito con la mamma Giuseppina, una vera e propria istituzione ne quartiere con il suo tuppo brizzolato e lo scialle sulle spalle, al lavoro sempre e comunque fino all’ultimo dei suoi giorni sopraggiunto alla soglia dei cento anni, fosse pure il giorno dopo un’operazione o con la salute appesa al filo.

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