Sampdoria-Napoli 2-4 ma non basta: il Napoli resta terzo

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L’ennesima grande prestazione degli uomini di Sarri non è servita per conquistare il secondo posto: la Roma batte 3-2 Il Genoa al 91’ minuto e guadagna l’accesso diretto alla Champions league.

di Gianmarco Giugliano – Di Mertens, Insigne, Hamsik e Callejon i gol del Napoli: la Mer.Call.I colpisce ancora e toglie alla Juventus il record di gol realizzati in trasferta in serie A; record che resisteva da ottanta anni. Piccole soddisfazioni che non portano trofei ma che danno il senso della grande stagione disputata dai partenopei. Peccato per Mertens: 28 gol in totale ad un solo gol da Dzeko è l’ennesima beffa di questa stagione. Resta la soddisfazione per il belga di aver segnato più gol di Higuain: se qualcuno avesse detto che il Napoli sarebbe stato il miglior attacco della serie A con un calciatore che avrebbe fatto più gol del pipita, forse sarebbe stato preso per pazzo. La partita, nonostante una buona fase difensiva della Sampdoria nel primo tempo, ha visto una sola squadra in campo: ancora una volta il risultato non è stato figlio di giocate occasionali ma di una ragnatela tattica che blocca l’avversario e lo costringe ad essere semplice spettatore della sinfonia partenopea. Per fare questo tipo di gioco, oltre alla tattica, c’è bisogno di grande tecnica: per uscire palla al piede dalla difesa con tre tocchi, per triangolare e verticalizzare di prima senza commettere errori, per realizzare un gol come quello di Insigne (forse il più bello dell’intera serie A), c’è bisogno di altissima tecnica, forma fisica e concentrazione. Nel girone di  ritorno il Napoli ha conquistato 48 punti vincendo 9 delle dieci trasferte, prendendo gol decisivi solo contro Palermo, Sassuolo, Juventus ed Atalanta. Il Napoli è stata la squadra meno battuta del torneo con solo 4 sconfitte ( di cui tre nel mese di ottobre), che ha la migliore differenza reti ed il migliore attacco. Difficilmente non si vince il campionato con questi numeri ma il Napoli non solo non l’ha vinto ma è arrivato addirittura dietro la Roma: analizzare la classifica finale è, quest’anno, artificio complicatissimo. Forse la consapevolezza di essere così forti questa squadra l’ha maturata nel corso del torneo mentre la Juve aveva già in vantaggio incolmabile, forse la crescita esponenziale di questo gruppo doveva trovare la sua naturale esplosione nella maturazione di alcuni calciatori come Mertens ed Insigne o ritrovare la verve delle giocate semplici ma indispensabili di Jorginho o la sicurezza che la coppia Albiol Koulibaly ha dato nelle partite in cui Sarri ha potuto schierarli insieme. Solo una cosa dispiace: che il campionato sia finito e che non si possa più veder giocare questa squadra. La più bella della storia calcistica napoletana ma anche la più sfortunata: arbitraggi, infortuni, gol al 91’, la Juventus dei sei scudetti consecutivi, il Real Madrid agli ottavi di finale di Champions dopo aver vinto il girone, un arbitro che decide la semifinale di coppa Italia contro la Juve negando un rigore al Napoli e regalandone un altro ai bianconeri. Se il prossimo anno il Napoli avrà la metà della sfortuna e soprattutto se manterrà questo gioco, nessun obiettivo è impossibile.