RIO 2016, cerimonia di apertura. Ecco i momenti magici

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Una cerimonia che ha voluto raccontare da una parte la storia del Brasile e i suoi passaggi chiave a livello storico, i suoi personaggi e le sue differenti influenze e culture; ma il cui tema di fondo è stato anche la pace, l’ecosostenibilità del pianeta e un futuro in cui l’uomo dovrà tornare ad avere a che fare col la cura per il posto in cui vive. Ogni delegazione con un seme, per una futuro germoglio che diventerà tale a Eodoro. Pace e ambiente, insomma. Questo il messaggio di fondo di questi giochi Olimpici e della sua cerimonia d’apertura da quasi 4 ore. Questi invece gli 8 momenti più emozionanti.

Gli indios

Si parte da qui, con uno splendido gioco di luci che va a creare un fantastico effetto sugli elastici degli Indios che vanno a ricreare le forme delle capanne.

Alberto Santos-Dumont, il pioniere dell’aviazione

Progettista di dirigibili e aeroplani, è considerato in Brasile il vero pioniere dell’aviazione in quanto i suoi voli furono i primi a svolgersi su circuiti chiusi in presenza di ampio pubblico. In particolare, il volo del 14-bis del 12 novembre 1906, primo volo riconosciuto ufficialmente in Europa dall’Aeroclub di Francia. La cerimonia ha voluto rendere omaggio a uno dei personaggi storici del Brasile.

Gisele Bündchen, la ragazza di Ipanema

Uno dei brani più famosi della storia del Brasile – e non solo – con una delle donne più belle del mondo. E’ Gisele Bündchen la meravigliosa Garota de Ipanema che sulle note di Tom Jobim sfila in un Maracanà che si trasforma in incantata passerella.

Il Carnevale e la festa

Poteva mancare la festa di colori e di musica di Jorge Ben e del suo País Tropical? Ma ovviamente no. Ecco un altro punto della cerimonia dove il Maracanà si scatena e si lascia andare a danze e canti.

Pace e ambiente

E poi la chiusura della cerimonia che dà il via all’uscita degli atleti. Un seme da piantare per un futuro all’insegna della sostenibilità, come dimostrano anche le biciclette piene di piante che dividono una delegazione dall’altra nella classica parata delle nazioni.

Ore 2:54, tocca a Federica: ecco l’Italia

Elegante, sorridente, un po’ emozionata: è Federica Pellegrini a guidare i nostri più di 300 atleti presenti a Rio. Una passeggiata all’insegna dei sorrisi e degli ormai inevitabili selfie-stick.

Ore 3:52, è il momento del Brasile, gli ultimi a uscire

Autentico boato per i padroni di casa la cui festa parte con l’ingresso di una saltellante Yane Marques – pentathlon moderno – e sulle note della mitica “Aquarela do Brasil” di Ary Barroso, probabilmente più nota al mondo come “Brasil, la la la la la la laaa”: gli atleti brasiliani non sfilano… ballano!

La caduta e la risalita: Vanderlei de Lima, l’ultimo tedoforo

Dopo il forfait di Pelé si è a lungo atteso per capire chi fosse l’ultimo tedoforo, colui il quale avrebbe avuto l’onore di accendere la fiamma olimpica… E’ l’ex tennista Gustavo ‘Guga’ Kuerten a entrare visibilmente emozionato al Maracanà, è l’ex cestista Hortência Marcar a percorrere qualche metro prima che la torcia olimpica faccia il suo ultimo passaggio… A scalare gli ultimi gradini e accendere la fiamma è infatti l’ex maratoneta Vanderlei de Lima. Un nome noto anche a noi italiani e soprattutto a Stefano Baldini. Nella maratona di chiusura. Per i brasiliani quella medaglia sarebbe stata sua – (Baldini, poi oro, a dirla tutta era già comunque in rimonta netta…) – ma il messaggio dietro questa scelta è stato evidente: la caduta e la risalita, specchio perfetto di un Brasile che con tutte le sue contraddizioni, tra crisi economica, politica e organizzativa, si accinge ad ospitare le due settimane di festa dello sport più attese di sempre.