Medici Senza Frontiere autodenuncia casi di abusi sessuali

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Medici Senza Frontiere autodenuncia casi di abusi sessuali

Medici Senza Frontiere ha ricevuto 164 denunce. 24 casi sono stati identificati come molestie abusi sessuali e 19 operatori sono stati licenziati.

Medici senza frontiere, organizzazione umanitaria internazionale che conta 40mila operatori in tutto il mondo, ha ammesso che al suo interno sono stati registrati 24 casi di molestie o abusi sessuali nel 2017. Lo scorso anno, spiega l’ong in una nota, la direzione di Msf ha ricevuto 164 denunce. Di queste, 24 casi sono stati identificati come molestie abusi sessuali e 19 operatori sono stati di conseguenza licenziati.

Una dichiarazione che segue lo scandalo che ha travolto Oxfam, accusata di aver insabbiato festini a luci rosse e casi di abusi sessuali compiuti da suoi operatori in missioni all’estero. Dopo le rivelazioni di alcuni media come Il Times che hanno raccontato casi di orge ad Haiti e abusi in Ciad, sono venuti alla luce altri casi in Sud Sudan ed altri episodi sono stati denunciati anche nella rete di negozi gestita dall’ Ong in Gran Bretagna.

Partiti i licenziamenti e le dimissioni della vice direttrice esecutiva, Penny Lawrence, mentre ombre si allungano sul numero uno Mark Goldring. Sui giornali inglesi si è scritto anche di Save The Children, accusata di aver coperto casi di molestie. L’ong ha precisato che “nessuno dei casi di presunte molestie sessuali che sarebbero state commesse da membri dello staff dell’Organizzazione, riportati dai media, riguarda minori o beneficiari dei nostri progetti“.

Ora è Medici Senza Frontiera ad autodenunciarsi. Nel 2017, rende noto l’organizzazione, c’erano più di 40mila membri dello staff che lavoravano sul campo e ci sono stati 146 reclami o segnalazioni di reclami riguardanti “abuso di potere, discriminazione, molestie e altre forme di comportamento inappropriato”. Msf sottolinea: “Ci aspettiamo che tutto il personale rispetti i nostri principi guida, come stabilito nella nostra carta“, ossia “fornire assistenza alle popolazioni in difficoltà e rispettare il nostro codice etico professionale. Per noi, questo significa non tollerare alcun comportamento da parte del nostro personale che sfrutti la vulnerabilità degli altri o dei dipendenti che sfruttano la loro posizione per guadagno personale“. Msf rileva poi che, “anche se le segnalazioni di abusi attraverso i nostri meccanismi di reclamo sono in costante aumento, i comportamenti scorretti continuano a essere sottostimati oggi“.