lunedì, Luglio 15, 2024

L’Africa dimenticata: 20 milioni di persone rischiano di morire

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Yemen, Somalia, Sud Sudan e Nord della Nigeria, quattro Paesi devastati da guerre civili e carestia: lì, nei prossimi sei mesi, 20 milioni di persone rischiano di morire di fame. L’Onu ha lanciato l’allarme: la dimensione della crisi non ha precedenti negli ultimi decenni.

di Maria Sordino – La causa principale è la siccità, specie in Somalia. Una silenziosa mattanza, causata da due stagioni di piogge scarse che hanno determinato la peggiore siccità conosciuta da questa regione dell’Africa negli ultimi 60 anni. Proprio per la gravità della situazione, l’ONU ha dichiarato lo stato di carestia, l’ultimo stadio nella scala della gravità.

Sull’emergenza umanitaria del Corno d’Africa, già caratterizzato da condizioni climatiche delicate, pesano il global warming e i mutamenti climatici in atto, che stanno sovvertendo le regole della natura: la siccità in Somalia avveniva ciclicamente ogni dieci anni, ora si presenta quasi ogni due-tre anni, alternandosi a temporali devastanti che non sopperiscono alla carenza d’acqua, bensì peggiorano le condizioni provocando alluvioni, vittime e ingenti danni. La penuria di piogge (le prossime arriveranno solo a ottobre-novembre) innesca a catena il problema della disponibilità di cibo e acqua potabile, acuendo i conflitti civili.africa Le agenzie delle Nazioni Unite, UNICEF e World Food Programme (WFP) lanciano l’allarme: solo con un rafforzamento massiccio e immediato dell’assistenza umanitaria si potrà evitare al paese di precipitare in un’altra catastrofe. La siccità con cui si confrontano le regioni settentrionali da un anno sta colpendo ora tutta la Somalia, minacciando una popolazione già fragile indebolita da decenni di conflitto. Quasi la metà della popolazione del paese, circa 6,2 milioni di persone, vive nell’insicurezza alimentare grave o ha bisogno di sostegno. Si prevede che 944.000 bambini soffriranno di malnutrizione in forma acuta, quest’anno, inclusi 185.000 bambini che saranno gravemente malnutriti e che avranno bisogno di sostegno urgente salvavita. E’ molto probabile che questo numero possa aumentare del 50 per cento, arrivando a 270.000 bambini gravemente malnutriti nei prossimi mesi.

(L’UNICEF lavora in Somalia dal 1972. Insieme a oltre 100 organizzazioni non governative e comunitarie, nazionali e internazionali, fornisce servizi nei campi della Salute, della Nutrizione, della Protezione e dell’Istruzione infantili. Per maggiori informazioni: www.unicef.org/somalia

Il WFP, la più grande agenzia umanitaria che combatte la fame nel mondo fornendo assistenza alimentare in situazioni di emergenza, ha lanciato la sua prima operazione in Somalia nel 1967. Oltre all’assistenza alimentare d’emergenza, i programmi del WFP migliorano la resilienza dei somali vulnerabili a fronte di shock ricorrenti come siccità e alluvioni. Questo lavoro include la costruzione di depositi per l’acqua e di strade e il rafforzamento dei sistemi di protezione sociale come i programmi di nutrizione e di alimentazione scolastica.)

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