Il Teatro Sannazaro presenta la nuova stagione 2026-2027, pronta a prendere il via il 16 ottobre proprio con “Cafè Chantant”, lo spettacolo bruscamente interrotto dall’incendio.
Come un’anima che continua a gridare nel desiderio di salvarsi da quelle fiamme che il 17 febbraio scorso ne hanno divorato la storia, il teatro Sannazaro cerca oggi un nuovo corpo nel quale continuare a vivere. In attesa di ritrovare la sua casa di via Chiaia, quella che per circa un secolo e mezzo è stata la sua dimora, il teatro di Luisa Conte e Nino Veglia, poi di Brigida Veglia e oggi di Lara Sansone e Sasà Vanorio, trova rifugio in un grembo profondamente napoletano, dividendosi tra il Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare e il Teatro TIN ribattezzato “TINy” al centro storico.
Una rinascita dolorosa ma necessaria, affidata alla forza ostinata del palcoscenico. Ed è con questo spirito che è stata presentata la nuova stagione 2026-2027, pronta a prendere il via il 16 ottobre proprio con “Cafè Chantant”, lo spettacolo bruscamente interrotto dall’incendio. «È da lì che dovevamo necessariamente ripartire», ha spiegato Lara Sansone, indicando in quella scelta il simbolo di una continuità mai spezzata. Sul palco del Teatro Mediterraneo arriveranno Carlo Buccirosso con “Qualcosa è andato storto”, Peppe Barra in “Buonasera a tutti”, Biagio Izzo con “Finché giudice non ci separi”, Luisa Amatucci, Antonella Prisco, Miriam Candurro, Gina Amarante e Peppe Romano in “Sorelle d’Italia”, oltre a Sergio Assisi, Leopoldo Mastelloni e la stessa Lara Sansone, anche regista di “Masaniello” e Massimiliano Gallo che devolverà l’incasso per la ricostruzione, in “Lettera a Eduardo”.

Il Teatro Tin ribattezzato TINy, già spazio di Michele Del Grosso, reso disponibile dopo la scomparsa di Gianni Sallustro e, come ha ricordato Sasà Vanorio, sottratto al rischio di trasformarsi in un deposito di pelati e farina per una pizzeria, accoglierà invece Leopoldo Mastelloni, che inaugurerà la stagione il 6 novembre. Tra gli altri, Graziano Piazza, Luisa Amatucci, Antonella Stefanucci, Ingrid Sansone, Benedetto Casillo, Ettore Nigro e Mario Gelardi.
Non sono mancati momenti di polemica quando Carlo Buccirosso, prendendo la parola dalla platea, ha denunciato lo stato dell’area della Mostra d’Oltremare, paragonandola, per il suo degrado, a una città bombardata dell’Ucraina. «Per la nuova stagione che nasce dalla collaborazione tra il Sannazaro, il Comune di Napoli e la Mostra d’Oltremare- ha sottolineato l’assessora Teresa Armato – abbiamo reagito subito a una ferita gravissima costruendo una rete istituzionale capace di garantire continuità al teatro».
Dello stesso tenore l’intervento della consigliera delegata della Mostra d’Oltremare, Maria Caputo: «Questa collaborazione dimostra come Napoli sappia unirsi nei momenti difficili, mettendo al centro artisti, lavoratori e pubblico». A completare gli interventi è stato il sindaco Manfredi, ribadendo il valore storico del Sannazaro e l’impegno dell’amministrazione nel garantirne la sopravvivenza: «Era indispensabile non interrompere la sua attività. Oggi celebriamo una ripartenza che tutela compagnie e maestranze, pur sapendo che il ritorno nella sede storica richiederà ancora 4 o 5 anni». Così il Sannazaro continua il suo cammino, in attesa di ritrovare la sua casa. Perché le fiamme possono ferire un teatro, mai la sua anima.
