I puntini sulla “A”: 8° giornata di campionato (rubrica di Gianmarco Giugliano)

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Rubrica sportiva a cura di Gianmarco Giuglianogianmarco

Dallo scontro tra Napoli e Roma doveva uscire la prima inseguitrice della Juventus. Il Napoli si è presentato alla sfida senza Milik ed Albiol. La Roma senza Rudiger, Strootman, Vermaleen, Bruno Peres.

La partita del San Paolo è stata vinta dalla Roma non tanto per le sue capacità quanto per gli errori dei partenopei in fase difensiva. Sia il primo che il secondo gol sono stati favoriti dagli errori di Koulibaly (che perde in maniera goffa un pallone sulla linea di fondo a favore di Salah) e di Hysaj che su un calcio di punizione  dalla trequarti si fa prendere la posizione da Dzeko.

Lo scorso anno, all’8° giornata si giocò Napoli Fiorentina: partita bellissima caratterizzata da tre gol frutto di giocate eccezionali e di gran classe. Al contrario, invece, Napoli Roma è stata decisa da errori difensivi. Ciò dimostra che le difficoltà del Napoli partono dalla fase difensiva e non certo da Gabbiadini autore, comunque, di una prova opaca e senza acuti.

La Roma conferma la validità del reparto offensivo che resta il migliore del campionato con 19 gol realizzati e con Dzeko capocannoniere,mentre il Napoli per la seconda giornata consecutiva non riesce a segnare gol su azione manovrata.

Ancora una volta (è già la terza e non può essere più un caso) l’attacco partenopeo con o senza Milik si ferma contro le difese schierate a tre (Genoa, Atalanta e Roma). Il Napoli ha realizzato 15 reti contro le 18 dello scorso campionato alla stessa giornata.

Tra le squadre che hanno realizzato più gol spicca il Torino con 17 reti. La squadra di Mihailovic (sempre bravissimo ad inizio campionato), è quarta in classifica dopo la bellissima vittoria per 4-1 in casa del Palermo e si candida ad essere la vera sorpresa del campionato. Un attacco con Lijaic, Belotti e Iago Falque dovrebbe assicurare ai tifosi granata altre soddisfazioni: le vittorie contro Roma e Fiorentina e l’ampia vittoria di ieri non sono assolutamente casuali.

Seconda rivelazione del campionato è il Cagliari. La squadra di Juric continua a giocare in modo piacevole e veloce, mettendo in mostra anche buoni giocatori. 13 punti per una neopromossa non sono pochi e la vittoria contro l’Inter a San Siro in rimonta è anche sintomo di personalità e schemi ben registrati.

Ultima sorpresa è il Milan. La squadra di Montella vince sul difficile campo del Chievo e si piazza al secondo posto insieme alla Roma alle spalle della Juventus. Finora i risultati hanno dato ragione alla campagna acquisti sobria, attenta, giovane ed “italiana” dei rossoneri, impelagati nelle vicende societarie col passaggio ai cinesi ed impegnati da anni in un risanamento dei conti. Il monte ingaggi del Milan è pari a quello del Napoli: davvero un ottimo lavoro per la dirigenza sul piano finanziario. Dopo sei anni, però, anche la squadra torna nelle posizioni di classifica che le competono e finalmente in corsa per un posto in Europa che manca da troppo tempo. Inutile sottolineare il lavoro di Montella: il tecnico ha sempre fatto giocare bene le sue squadre. Ora che, però, il Milan è tornato ad essere una “grande”, bisognerà provare la consistenza dei rossoneri contro squadre che si chiuderanno in difesa.

Questa difficoltà è proprio quella che l’Inter non riesce a superare (come già previsto nelle precedenti rubriche): la squadra di De Boer, ormai a dieci punti dalla Juventus regala buone prestazioni contro le cosiddette grandi (vittoria sulla Juventus ed immeritata sconfitta all’Olimpico contro la Roma) ma perde tantissimi punti in casa. Domenica è stato il Cagliari, come precedentemente detto, a prendere l’intera posta in gioco.

Dulcis in fundo la Juventus. Criticata per l’opaca prestazione contro l’Udinese allo Juventus Stadium, Allegri ha risposto che l’importante è vincere… e la Juventus, come al solito, lo ha fatto.

Chi critica la partita della Juventus dimentica, però, che Allegri non ha schierato (per scelta o per infortuni) Chiellini, Bonucci (entrato solo a fine partita) Rugani, Marchisio, Pianjc, Kedira, Higuain (entrato a 20 minuti dalla fine): praticamente sei titolari! Nonostante questo, ha recuperato il momentaneo svantaggio (secondo gol su azione preso dai bianconeri) con Dybala, assoluto protagonista con una punizione allo scadere del primo tempo e realizzando il calcio di rigore concesso nella ripresa. Se con Higuain in campo il giovane argentino non riesce ad esprimere tutto il suo potenziale, senza Higuain si riprende i “galloni” di migliore in campo.

La scelta di Allegri di non schierare i titolari contro l’Udinese ( a proposito, il ritorno di Del Neri, nonostante la sconfitta ha dato una scossa ai friulani) è stata quasi necessaria: dopo gli impegni della nazionale e  considerando gli infortunati, il mister ha preferito lasciare in panchina molti giocatori in vista degli importanti impegni del prossimo mese: Olimpique Lione martedi, Milan a San Siro sabato, dopo tre giorni la Sampdoria, Il Napoli ed ancora il Lione. Poche le possibilità per far riposare i giocatori più importanti e quella con l’Udinese era una occasione da sfruttare nonostante le difficoltà incontrate.

La difesa bianconera resta la migliore del campionato con 5 gol subiti mentre l’attacco fa registrare un miglioramento con 17 gol realizzati contro gli appena 9 dello scorso anno.

C’è solo un dato in controtendenza rispetto alle statistiche di Allegri: di solito le sue squadre partono col freno a mano tirato per poi correre dalla decima in poi. Quest’anno la Juventus scatta subito in classifica (già 5 punti di vantaggio su Roma e Milan; 7 sul Napoli e 10 sull’Inter): sarà interessante vedere la tenuta della squadra con l’andare avanti del torneo. Cambio di preparazione o Juventus troppo forte per gli avversari italiani?

Ancora al palo, invece la Fiorentina bloccata in casa da una Atalanta capace di non subire gol né dal Napoli né dai viola. La Lazio pareggia in casa col Bologna solo grazie ad un generoso rigore all’ultimo minuto.

Bene Sassuolo,di misura sul Crotone, ancora ultimo ad un punto. Pareggi per Genoa (in dieci per gran parte dell’incontro) contro l’Empoli e del Pescara in casa con la Sampdoria.

Tra i protagonisti della giornata sicuramente Dzeko da brutto anatroccolo delle ultime stagioni a cigno indispensabile per l’attacco della Roma. Bravo Spalletti a credere sempre in lui ed a difenderlo nei momenti più difficili. Il risveglio del bomber romanista potrebbe essere un elemento decisivo a favore della Roma sia nella rincorsa alla Juve sia nella corsa per il secondo posto.

Icardi, invece, si merita la “palma” di protagonista negativo: la sua biografia ( a 23 anni!!!) ha fatto imbufalire i tifosi della curva nerazzurra e gli striscioni esposti domenica hanno evidenziato la frattura (ormai insanabile) tra il capitano (credo ancora per pochissimo tempo) dell’Inter e la sua tifoseria. Alle critiche il giovane attaccante ha risposto… sbagliando un rigore!!!

Sabato si ricomincia con Milan Juventus: un anticipo importantissimo sia per valutare il Milan sia per vedere se la Juventus è davvero di un’altra levatura.