sabato, Marzo 6, 2021

Guide turistiche, presidio di protesta al MANN

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Guide turistiche, presidio di protesta al MANN
Francesco Monacohttps://www.2anews.it
Francesco Monaco, giornalista. Esperienza dalla carta stampata a internet, radio e tv. Scrittore, il suo primo romanzo: 'Baciami prima di andare'.

Senza lavoro da oltre un anno, ed ora condizionati da una riapertura di Musei e luoghi d’arte che esclude i fine settimana, le guide turistiche della Campania hanno manifestato davanti al MANN.

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La guide turistiche della Campania hanno manifestato ieri mattina davanti al Museo Archeologico Nazionale di Napoli per chiedere al Governo ristori adeguati e comprensivi dell’ intera categoria. Senza lavoro da oltre un anno, ed ora condizionati da una riapertura di Musei e luoghi d’arte che esclude i fine settimana, guide ed accompagnatori turistici (25 mila circa in Italia, oltre 2 mila in Campania) definiscono “totalmente insufficienti” gli interventi di sostegno predisposti dal Governo.

“Solo 6090 di noi – ha detto ai giornalisti Maria Caiazzo, di Uiltucs Campania – hanno beneficiato del ristoro di 7 mila euro del Ministero per i Beni culturali, Il 75% della categoria ne è rimasto escluso. La somma, già insufficiente – aggiunge la guida turistica- è stata raggiunta solo perchè in tanti non hanno potuto beneficiarne per mancanza dei requisiti richiesti. Diversamente sarebbe stata anche inferiore”.

I ristori predisposti dal MIbact sono stati destinati solo ai liberi professionisti titolari di partita IVA iscritti alla Camera di Commercio, e ai titolari di partita IVA iscritti alla gestione separata INPS, escludendo le società di guide turistiche, le cooperative, le associazioni professionali e culturali, i lavoratori stagionali ed i prestatori d’ opera occasionali. “E’ evidente che siamo lavoratori del settore turistico – ha detto Karim Benassib, altro esponente della Uiltucs – e che gli stagionali tra noi sono numerosi”.

“Il ministero ha speso 460 mila euro per le divise dei custodi del Colosseo, che è chiuso – aggiunge Benassib – mentre discrimina i lavoratori del turismo”. Contestata anche la tassazione del 45% imposta sulle casse integrazione in deroga.

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