La nuova fermata della Linea 1 alle spalle della Procura di Napoli entrerà in funzione con qualche settimana di ritardo rispetto alla scadenza inizialmente prevista per Pasqua 2026.
La nuova stazione Tribunale della Linea 1 della metropolitana di Napoli dovrebbe aprire al pubblico entro il mese di maggio. Come riporta Fanpage.it, il Comune accelera sulle ultime verifiche tecniche dopo il rinvio rispetto alla data inizialmente indicata per Pasqua 2026, il 5 aprile, come annunciato a febbraio dal sindaco Gaetano Manfredi.
La fermata si trova alle spalle della sede della Procura della Repubblica di Napoli e diventerà il nuovo capolinea della Linea 1, sostituendo l’attuale attestazione al Centro Direzionale.
Due ingressi tra via Aulisio e via Nuova Poggioreale
La stazione sarà accessibile da due diversi punti: uno in via Domenico Aulisio e l’altro in via Nuova Poggioreale. Le prove tecniche necessarie all’apertura sono iniziate lo scorso novembre, motivo per cui la metropolitana, da mesi, anticipa la chiusura di circa due ore per tre o quattro giorni a settimana, così da consentire lo svolgimento delle verifiche.
La fermata rientra nel circuito delle cosiddette stazioni dell’arte ed è stata progettata dall’architetto svizzero Mario Botta. Nei mesi scorsi Metropolitana di Napoli, società incaricata della realizzazione dell’opera, ha diffuso i rendering del progetto.
Struttura su due livelli e riqualificazione dell’area
La stazione Tribunale è articolata su due livelli: il piano biglietteria, situato a livello strada, e il piano banchina, posto a circa otto metri di profondità, dotato di tre binari. Il livello inferiore comprende una banchina laterale per il binario pari e una banchina ad isola destinata sia alle corse barrate sia al binario dispari.
Il piano biglietteria, completamente fuori terra, presenta pareti vetrate sui lati sud, est e ovest, mentre la parte nord, rivolta verso gli edifici circostanti, è priva di aperture.
L’intervento include anche un progetto di riqualificazione urbana dell’area, caratterizzata dalla presenza di strutture industriali dismesse, con l’obiettivo di contribuire al recupero di una zona da tempo in attesa di rilancio.
