giovedì, Aprile 18, 2024

Emergenza Coronavirus, il premier Giuseppe Conte: “Riapertura sarà graduale”

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Luigi Maria Mormone
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Luigi Maria Mormone, cura la pagina di cronaca su Napoli e provincia, attualità e sport (pallanuoto, basket, volley, calcio femminile ecc.), laureato in Filologia Moderna, giornalista.

Emergenza Coronavirus: in un’intervista al “El Pais” Conte afferma che “la serrata delle attività produttive non può durare troppo”. Sull’Unione Europea: “Chiediamo strumenti di debito comune”.

Il premier Giuseppe Conte ha parlato dell’emergenza Coronavirus in un’intervista al quotidiano spagnolo “El Pais”: “Siamo nella fase più acuta. È difficile fare previsioni esatte -dice il Presidente del Consiglio- Gli esperti sono ancora cauti, ma è ragionevole pensare che siamo vicini al picco. Sabato abbiamo superato le 10mila vittime e questo ci fa molto male e dovrebbe allertare la comunità internazionale. Ma allo stesso tempo domenica abbiamo avuto anche il numero record di guariti: 1.434”.

Quando terminerà la quarantena in Italia?: “Bisogna ragionare in termini di proporzionalità -aggiunge il premier- Sarebbe stato un errore introdurre immediatamente una chiusura totale del Paese. Inoltre, è impossibile assumere un impatto economico di questo livello troppo prolungato. Dovrebbe essere fatto gradualmente. Quando abbiamo visto che il contagio era diffuso, le misure di restrizione che avevamo adottato in Lombardia sono state assunte da tutto il Paese. Questo fino a quando abbiamo capito che era necessario essere più radicali e abbiamo imposto la chiusura di attività non essenziali. Ma, insisto, sono misure che devono essere graduali”.

Quindi, la serrata delle attività produttive non potrà durare molto, perché “è una misura durissima dal punto di vista economico. È l’ultima misura che abbiamo preso e non può prolungarsi troppo”.Emergenza Coronavirus, il premier Giuseppe Conte: “Riapertura sarà graduale” Sull’Unione Europea: “In questo momento -spiega Conte- in Europa si gioca una partita storica. Non è una crisi economica che ha toccato alcuni paesi meno virtuosi di altri. Questa è una crisi sanitaria che ha finito per esplodere in campo economico e sociale. È una sfida storica per l’intera Europa.

E spero davvero, con un forte spirito europeo, che sappia affrontare questa situazione. Stiamo limitando i diritti costituzionali dei nostri cittadini e l’Europa deve reagire evitando tragici errori. Alcuni Paesi non si rendono conto delle forti restrizioni che questa emergenza produrrà nella sfera economica. L’Italia e la Spagna sono le più esposte al momento, ma lo saranno tutte”.

E chi si oppone in Ue alle richieste italiane, “ragiona con una mentalità vecchia, con un’ottica inadeguata a questa crisi. Ecco perché è necessario rispondere con una reazione forte e unitaria, che utilizza strumenti straordinari. L’Italia non chiede di condividere il debito pubblico accumulato. Tale debito rimarrà in capo a ciascun Paese. Non penso a un solo strumento ma è il momento di introdurre strumenti di debito comune europeo”.

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