sabato, Giugno 22, 2024

È morta a Napoli all’età di 95 anni la nota artista Diana Franco

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È morta a Napoli all’età di 95 anni la nota artista Diana Franco. Dopo aver ricevuto e meritato molteplici premi e riconoscimenti, una grande consacrazione rappresenta l’opera TerraeMotus collocata al Palazzo del Quirinale.

Grave perdita per il mondo artistico e culturale. È morta a Napoli all’età di 95 anni la nota artista Diana Franco. Nata nel capoluogo campano nel 1929 da una famiglia di artisti, cresce sotto l’influenza culturale del padre Manfredi Franco, famoso architetto, pittore, scultore e scrittore.

A causa della guerra si trasferisce a Perugia, e nonostante tutto, negli anni ’40 riesce a diplomarsi in Pittura all’Istituto d’Arte perugino. Prosegue gli studi all’Accademia di Belli Arti di Perugia dove sarà allieva del futurista Gerardo Dottori grazie al quale amplierà i suoi orizzonti percettivi e creativi.

Finita la guerra la famiglia torna a Napoli dove Diana tra il 1949 e il 1950 frequenta il corso magistrale di abilitazione all’insegnamento di Discipline Pittoriche e Ceramica presso l’Istituto d’Arte Palizzi.

All’età di 22 anni è già titolare del laboratorio di ceramica nello stesso Istituto e più tardi acquisirà il titolo di titolare della cattedra di Pittura e Discipline Pittoriche. Per oltre 35 anni, insegnerà pittura, disegno dal vero, educazione visiva, oltre a rimanere titolare dei laboratori di pittura e ceramica.

Durante tutto il corso della sua vita ha sempre mantenuto un forte legame con i suoi allievi. Appena trentenne si dedicò con forza e passione alle grandi opere di abbellimento architettonico, fino ad allora di esclusivo appannaggio di artisti di sesso maschile.

Durante i decenni ’50 -’60 in poi, quando le “quote rosa” non esistevano ancora, riuscì a sfidare le regole di gioco di un mondo, da secoli chiuso e precluso alle donne, confermandosi come una pioniera nella lotta per affermarsi attraverso principi di merito al di là dei ruoli di genere.

E ciò, camminando contro-corrente solitaria, non schierata e senza appoggi, ma sospinta dal fuoco sacro dell’Arte e della creatività che ha sempre motivato la sua vita e le sue scelte. Nella sua vita d’artista ha partecipato a tanti bandi nazionali per la ricostruzione post-bellica, soprattutto con la legge 717/49 comunemente detta del “2%”, col nobile intento di portare l’Arte negli edifici pubblici di nuova costruzione.

Su tale scia Diana Franco si aggiudica la vincita di molteplici concorsi, realizzando opere di pregio che tuttora abbelliscono città e province. Ma è soprattutto la Regione Campania che conserva molte sue opere, alcune delle quali sono attualmente oggetto di restauro e conservazione della Sovrintendenza e godono di Tutela Ministeriale dei Beni del Patrimonio Pubblico del Mibac, che sotto l’impulso dell’On. Franceschini ha iniziato a catalogare la sua intera produzione artistica.

Diana Franco è considerata una delle prime e tra le pochissime donne in Italia che ha realizzato tali opere. Alla fine degli anni ’70 è invitata in Brasile da Pietro Maria Bardi, direttore del Masp, Museo d’Arte di San Paolo, per tenere un ciclo di lezioni e conferenze su “Arte, il linguaggio di Franco, oltre il dominio tecnico” che culminerà in una mostra personale nel 1978.

Al rientro dal Brasile negli anni ’80 si dedica alla sperimentazione materica, usando svariati mezzi e tecniche. La renderanno famosa le sue creazioni su vetro, opere uniche, frutto della sua immaginazione creativa, forme astratte, spaziali e fluttuanti, che catturano luce e colori, restituendoli magicamente trasformati da intrecci di reti metalliche, quarzi e cristalli, assemblaggi materici e oro zecchino che sospingono l’osservatore in una dimensione emotiva ed onirica.

Dopo aver ricevuto e meritato molteplici premi e riconoscimenti, una grande consacrazione rappresenta l’opera TerraeMotus collocata al Palazzo del Quirinale. Negli ultimi anni si è dedicata con nuovo vigore alla pittura su tela, che non ha mai abbandonato, e ha prodotto una serie di lavori grafici dal sapore ironico. I funerali si terranno sabato 8 giugno alle ore 12.00 nella Chiesa degli Artisti di San Ferdinando in piazza Trieste e Trento. 

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