Street Art, omaggio a Troisi e Alighiero Noschese

1375
Ricominciamo da qui, una raccolta fondi per recuperare il murales per Troisi-Noschese

I volti di Massimo Troisi e Alighiero Noschese nella stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano.

Inaugurato questa mattina il murale da 250 metri quadrati che ha trasformato le pareti accanto ai binari in opera d’arte. Vernice spray e colori per i volti familiari di due grandi personaggi originari di San Giorgio. A “rendere omaggio” all’opera, inaugurata dal sindaco Giorgio Zinno e dal presidente dell’Eav Umberto De Gregorio, anche il Presidente della Regione Vincenzo De Luca. Alighiero Noschese era figlio di un funzionario al Contenzioso Penale delle Dogane del Tirreno e di una professoressa, aveva antenati polacchi e una nonna di nazionalità tedesca. Legato saldamente a San Giorgio a Cremano, città alle porte del comune di Napoli, Noschese nacque però al Vomero, quartiere borghese di Napoli, e lì vi trascorse l’infanzia distinguendosi sin da bambino per l’abilità nell’imitare i versi degli animali e la voce del padrone di casa. All’età di dieci anni si trasferì con la famiglia a San Giorgio a Cremano, paese d’origine dei suoi genitori, dove trascorse il resto della sua adolescenza. Il grande successo nello spettacolo avvenne nel 1969, grazie alla partecipazione al varietà televisivo del sabato sera Doppia coppia: in quella occasione Alighiero Noschese riuscì a ottenere l’autorizzazione a imitare in televisione i personaggi politici, cosa fino ad allora proibita e che incoraggiò Noschese a proseguire in questo senso. Da quel momento, a detta dello stesso Noschese, pare che molti personaggi del campo dello spettacolo e della politica gli abbiano espressamente chiesto di essere imitati, sia per acquisire maggior visibilità, sia per non essere considerati come personaggi di secondo piano. Paradossalmente, essere imitati da Noschese diventava sinonimo di massima notorietà. Massimo Troisi come Noschese era di San Giorgio A Cremano. E’ stato un attore, regista, sceneggiatore e cabarettista italiano. Principale esponente della nuova comicità napoletana nata agli albori degli anni settanta, fu soprannominato «il comico dei sentimenti» o il «Pulcinella senza maschera», è considerato uno dei maggiori interpreti nella storia del teatro e del cinema italiano. Per lui il successo arrivò nel 1977 con Lello Arena e Decaro. Il trio si presentò al Sancarluccio di Napoli, che per un improvviso forfait di Leopoldo Mastelloni dovette ricorrere a una sostituzione. Lo spettacolo ottenne un grandissimo successo, specialmente tra il pubblico giovanile. Il nome la Smorfia fu dato al gruppo da Pina Cipriani, direttrice del San Carluccio, che alla domanda: «Ma come vi chiamate?» ricevette, per l’appunto, in risposta da Massimo una smorfia, richiamando in questo modo una delle principali tradizioni napoletane: l’interpretazione dei sogni e la risoluzione di questi in numeri da giocare al lotto. La cosa risultò talmente simpatica che, anche per scaramanzia, i tre adottarono questo appellativo. Dopo essere stati sottoposti ad alcuni “esami”, il trio esordì in televisione, ottenendo ottimi consensi e un successo nazionale.