Piace poco all’Augusteo “la strana coppia” con Cardinale e Fusco

660
Piace poco all'Augusteo

Al teatro Augusteo non riscuote successo il celebre lavoro di Neil Simon “La Strana Coppia” interpretato da Claudia Cardinale e Ottavia Fusco. La recensione.

di Giuseppe Giorgio – Avallata la sua felicità ultraterrena per il sogno realizzato di vedere in scena, ed  insieme, le donne della sua vita, occorrerebbe capire cosa avrebbe pensato Pasquale Squitieri della messinscena del  progetto teatrale da lui immaginato per la storica compagna, Claudia Cardinale e per la più recente moglie, Ottavia Fusco.

Per meglio dire, occorrerebbe comprendere in che modo e in che misura, lo straordinario autore e regista napoletano avrebbe approvato le modalità della rappresentazione, vista al teatro Augusteo, di quel che rimane al femminile del celebre lavoro di Neil Simon “La Strana Coppia”.

Tant’è che diviso il pubblico, non molto nutrito per la prima, tra quelli che hanno creduto nell’operazione sentimentale nel nome dell’uomo amato e tra quelli che hanno unicamente pensato all’aspetto commerciale del ritorno in scena di un’icona del cinema come la Cardinale, ci sarebbe subito da chiedersi  come analizzare positivamente un allestimento dagli inesplicabili tratti.

Per la precisione, come giudicare una american comedy,  made in Italy, che evitando rigorosamente i paragoni, dopo il famoso film con Walter Matthau e Jack Lemmon e dopo la storica messinscena teatrale con Monica Vitti e da Rossella Falk, appare davvero confusionaria e sottotono. Con in scena accanto alla coppia Cardinale- Fusco, una compagnia a dir poco variegata dove gli attori forzatamente americaneggianti,  Patrizia Spinosi, Lello Giulivo, Cinzia Cordella, Nicola D’Ortona e Angela Russo, sembrano presi a caso da un campionario di generi vari, “La Strana Coppia” proposta alla dormiente platea dell’Augusteo, nonostante la volontà di una diva del grande schermo come la Cardinale e le  evoluzioni fisiche da personaggio elastico e ciondolante della Fusco, non sortisce di certo un grande effetto.

Partendo dalla trama tipica della commedia brillante americana e dalla confusione di un gruppo di amiche litigiose che giocano smodatamente a poker, la storia delle due donne Fiorenza e Oliva,  estremamente diverse tra loro e conviventi per poco, non riesce mai a conquistare veramente gli spettatori. E la stessa sorte non è evitata neanche dai due vicini di casa spagnoli della vicenda, che interpretati da Nicola D’Ortona e da un Lello Giulivo tristemente lontano dalle sue vere origini e attitudini artistiche, finiscono inevitabilmente nei parametri della farsetta.

Con la labile e poco indicativa direzione di Antonio Mastellone, che visto quanto scritto in locandina potrebbe pure giustificarsi affermando di aver soltanto “eseguito” le note di regia di Squitieri ed ancora, con la traduzione del testo di Roberta Conte, la scena unica per tutti i due atti di Bruno Garofalo ed i costumi di Michele Gaudiomonte, per “La Strana Coppia” dedicata a Squitieri sembra rimanere soltanto il nome della Cardinale e il mito di chi, sia pure da lassù, ha conquistato gli applausi di chi è restato in teatro fino alla fine.