Il Covid 19 e le polemiche tra virologi: Tarro querela Burioni e due giornalisti

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Il Covid 19 e le polemiche tra virologi: Tarro querela Burioni e due giornalisti

Coronavirus: il virologo Giulio Tarro ha querelato il collega Roberto Burioni e due giornalisti (“Opera di denigrazione ai miei danni”).

Le polemiche tra i virologi Giulio Tarro e Roberto Burioni sembrano non finire mai. Il virologo napoletano (primario del reparto di Virologia del Cotugno ai tempi dell’epidemia di colera del 1973 e oggi primario emerito, nonché collaboratore di Sabin nella scoperta del vaccino per la poliomielite) ha infatti incaricato il suo legale, l’avvocato Carlo Taormina, di presentare querela nei confronti del collega e di due giornalisti per “l’opera di denigrazione continuamente perpetrata a danno del suo prestigio scientifico professionale e personale”.

Nel dettaglio, “il professor Burioni – si legge in una nota del legale – è entrato volgarmente in polemica con il professor Tarro per recondite ragioni che l’autorità giudiziaria dovrà approfondire”. Tra le tante polemiche di questi giorni, basti ricordare ad esempio un tweet perentorio di Burioni: “Tarro è stato candidato al Nobel quanto io a Miss Italia”.Il Covid 19 e le polemiche tra virologi: Tarro querela Burioni e due giornalisti Un giornalista, invece, “ha divulgato notizie false intorno al curriculum universitario del professor Tarro, addirittura accusandolo di manovre truffaldine tendenti a far emergere una immagine di studioso e di scienziato attraverso la contraffazione di titoli e di risultati della ricerca scientifica, e persino di essere stato al centro di mercimonio di riconoscimenti scientifici internazionali”.

Riguardo il secondo giornalista, prosegue la nota di Carlo Taormina, “si è addirittura prodotto in un’accusa di falsificazione per avere il professor Tarro anticipato la data di pubblicazione di due suoi lavori scientifici”.

Inoltre, “il professor Tarro, rivolgendosi all’autorità giudiziaria romana si è riservato la costituzione di parte civile ponendosi a disposizione della Procura di Roma per essere immediatamente sentito”, riferisce Taormina.