Articoli Consigliati

Le Pornoprecarie (quelle di OnlyFals) al Teatro Troisi la commedia di Maria Bolignano

Dal 5 al 22 novembre, tre donne alle prese con la precarietà contemporanea, tra ironia, provocazione e desiderio di emancipazione.

La precarietà economica e sentimentale, le nuove frontiere della sessualità digitale e il bisogno, mai sopito, di conquistare la propria libertà diventano materia di una commedia che sceglie la strada dell’ironia per raccontare le contraddizioni del nostro tempo. Dal 5 al 22 novembre, il Teatro Troisi di via Leopardi, diretto e gestito da Pino Oliva, prosegue la propria stagione con “Le Pornoprecarie (quelle di OnlyFals)”, testo scritto da Maria Bolignano, che firma anche la regia insieme a Fabiana Fazio.

In scena, accanto alla stessa Bolignano, Nunzia Schiano e Yuliya Mayarchuk, affiancate da Alessio Sica, Enza Barra e Anna Tangredi, per una vicenda che prende spunto da un fenomeno ormai entrato nell’immaginario collettivo: quello delle piattaforme digitali dedicate alla commercializzazione di contenuti erotici. Ma dietro la provocazione del titolo si nasconde una riflessione più ampia sulla condizione femminile, sulle fragilità economiche e sulle nuove forme di sopravvivenza in una società che corre a velocità vertiginosa, lasciando spesso indietro chi non riesce ad adeguarsi.

Le protagoniste sono Mina, Rosaria e Katerina, tre donne non più giovanissime, improvvisamente private di denaro, compagni e prospettive. Costrette a condividere la stessa abitazione, decidono, con una buona dose di incoscienza e altrettanta disperazione, di trasformarla in un set per realizzare contenuti destinati a OnlyFans. L’impresa, tuttavia, si rivela assai più complicata del previsto: l’inesperienza, la necessità di mantenere il segreto con i vicini e una serie di imprevedibili incursioni trasformano il progetto in una girandola di equivoci, personaggi grotteschi e situazioni paradossali.

Tra influencer, ex protagonisti del mondo pornografico e persino l’intelligenza artificiale, la commedia costruisce un universo volutamente sopra le righe, nel quale il divertimento diventa strumento per mettere a nudo ipocrisie e pregiudizi. Quella che comincia come un’esperienza sconcertante finirà per trasformarsi, per le tre donne, in un’occasione di consapevolezza e solidarietà.

Perché l’emancipazione non coincide con la vendita della propria immagine, ma neppure con la repressione del desiderio o con una morale di facciata. È piuttosto il diritto di scegliere chi essere, come vivere e quale spazio concedere alla propria femminilità, senza dover rispondere a modelli imposti. Ed è proprio in questa rivendicazione, affidata alla comicità e alla verve delle interpreti, che “Le Pornoprecarie” cerca la sua ragione più autentica: far ridere, certo, ma anche invitare a guardare con occhi diversi le donne e la loro libertà.

Latest Posts

Da leggere