Il 7 e 8 novembre in scena a Sala Ichòs “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile. Dal 20 al 22 novembre tre spettacoli dedicati alla condizione umana, tra ricerca teatrale, Camus e Pinocchio.
È un novembre all’insegna della letteratura e della ricerca teatrale quello in programma a Sala Ichòs, a San Giovanni a Teduccio, con due appuntamenti che attraversano linguaggi e visioni differenti. Si parte il 7 e 8 novembre con Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, portato in scena da Silvio Barbiero per la produzione Teatro del Sangro. Dal 20 al 22 novembre spazio invece alla Trilogia sulla condizione umana di Bernardo Casertano.
Ambientata nella Napoli dei primi del Seicento, l’opera di Basile raccoglie cinquanta fiabe scritte in lingua napoletana, destinate a diventare il celebre Pentamerone, prima grande raccolta di fiabe d’Europa. La versione teatrale sceglie di preservare la lingua originale, senza traduzioni né adattamenti: il napoletano barocco di Basile, con la sua ricchezza espressiva e musicalità, restituisce un universo popolato da orchi, fate, re, serve e personaggi popolari, interpretati attraverso un’unica voce e un unico corpo.
Il percorso firmato da Bernardo Casertano si sviluppa attraverso tre lavori autonomi, ispirati a Jan Fabre, Albert Camus e Pier Paolo Pasolini, e legati da una riflessione sulle diverse fasi dell’esistenza: l’infanzia, l’età adulta e la genitorialità.
Si comincia venerdì 20 novembre, alle ore 21, con DINO, di e con Bernardo Casertano, con disegno luci di Paride Donatelli. Al centro della scena una creatura lontana dall’immaginario tradizionale dell’angelo, che desidera diventare uomo, assumendone fragilità, contraddizioni e imperfezioni. Un essere che sceglie di abbandonare la propria condizione originaria per confrontarsi con la vita e con l’esperienza, senza possibilità di tornare indietro.
Sabato 21 novembre, alle ore 21, sarà la volta di Caligola-Assolo.1, di e con Casertano. Il lavoro, completamento di un percorso di ricerca avviato con Assolo di un ipotetico studio su Caligola, sposta l’attenzione dall’opera di Camus al suo pensiero esistenzialista. Attraverso la figura dell’imperatore romano, lo spettacolo affronta i temi dell’assurdo, della solitudine e della libertà, interrogando la condizione dell’uomo e la sua capacità di confrontarsi con il proprio destino.
La trilogia si conclude domenica 22 novembre, alle ore 19, con Charta, di e con Bernardo Casertano, con disegno luci di Chiara Saiella, produzione Fortezza Est e Teatro Akropolis. Ultimo capitolo del progetto, lo spettacolo affronta il tema della genitorialità attraverso la figura di Pinocchio, il figlio per antonomasia che si trova a confrontarsi con la possibilità di diventare padre. In scena un solo attore e sagome di carta per una riflessione sulla paternità, raccontata attraverso una metafora farsesca che mette al centro una prova impossibile da superare, ma possibile da affrontare.
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