‘Festa di Piedigrotta’, l’opera ritorna al Teatro Sannazaro

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“‘Festa di Piedigrotta’, come una fotografia d’epoca che ci restituisce la memoria di una delle feste più celebri della Campania”.

di Giuseppe Giorgio – L’attrice e regista Lara Sansone presenta la sua versione della “Festa di Piedigrotta” di Raffaele Viviani, l’emblemetica opera che, dopo gli  innumerevoli successi ottenuti nel tempo ed i vari storici allestimenti, ritorna da questa sera nel Teatro Sannazaro. Con le musiche originali del grande scugnizzo stabiese, rielaborate ed arrangiate da Paolo Rescigno, le coreografie di Alessandro Di Napoli e le scenografie dei fratelli Giustiniani, la nuova edizione del lavoro che Viviani rappresentò per la prima volta al teatro Umberto di Napoli la sera del 19 novembre 1919, riporta sulle scene, senza dimenticare la dovuta innovazione, le stesse emozioni che, a proposito del lontano debutto, così fecero scrivere a Matilde Serao. "Festa di Piedigrotta", l'opera ritorna al Teatro Sannazaro“Opera d’arte vera e propria, nella sua concezione, nella sorprendente intensità della sua colorazione, e nel suo perfetto rendimento scenico”.  Un’operazione decisamente affascinante quella di Lara Sansone che nell’inserire nel lavoro le epressioni artistiche di un teatro proiettato verso il presente, mette certamente a punto tutta la sua lunga esperienza  artistica. “La mia Piedigrotta- ha detto Lara Sansone- è nel ricordo dei racconti dei miei nonni, nei suoni che mi sono familiari per una lunga frequentazione dei testi di Viviani, nei giochi antichi, nelle sensazioni che ricevo dalla lettura del testo. Per me, Piedigrotta è gioia, la voglia incontenibile dei napoletani di gioire senza mezzi, di godere di poco, con la dignità che solo il nostro popolo riesce a manifestare. Così vedo questa mia ‘Festa di Piedigrotta’ come una fotografia d’epoca che ci restituisce la memoria di una delle feste più celebri della Campania. Tolte le poltrone, la sala del Sannazaro, si trasformerà in un invitante spazio, dove, tra tavolacci, vini, taralli, luminarie e vestitini di carta, a prendere vita tutti insieme, saranno i personaggi di una Napoli senza tempo per tramandarci una tradizione da difendere e salvaguardare”. Infondendo un’anima ai tipi della storia dapprima fotografati da Viviani tra le strade ed in quella meravigliosa Villa Comunale  e poi fedelmente riportati sulle scene, anche nella Bomboniera di via Chiaia, la “Festa di Piedigrotta” firmata Sansone, è pronta per  portare tra il pubblico, insieme all’essenza di un popolo dai mille colori e dalle infinite sfumature umane e psicologiche, le tracce di un teatro fatto di gioie e amori, sofferenze e passionalità. Partendo dall’ispirazione offerta da quegli stessi antichi baccanali celebrati in onore del dio Priapo ed intingendo la sua visione storica dell’antica “Festa di Piedigrotta” in un’infusione di modernità sorprendente per l’anno 1919, Raffaele Viviani, consegnò al teatro un lavoro capace, con profetica anticipazione dei tempi, di scandagliare gli aspetti sociali della città fatti di disoccupazione, microdelinquenza ed immigrazione ed ancora, di mettere alla sbarra quei disgreganti barlumi di folklorismo più d’una volta utilizzati dal potere per trincerarsi dietro comodi scudi e facili luoghi comuni. Oggi, Lara Sansone, ripercorrendo nella memoria le linee di quella “Piedigrotta” teatrale tracciate dapprima dallo stesso autore ed interprete  Viviani e poi in tempi più attuali da Roberto De Simone e Nello Mascia, compie di fatto la volontà dell’autore tesa al concepimento di una Napoli, finalmente popolata di gente nuova capace di ribellarsi ai secolari ed afflittivi lazzaroni. “Con gli attori- così come ha detto ancora la regista Sansone- impegnati con umiltà nel portare in palcoscenico un grande testo”, tutto il lavoro è pronto per diffondere tra la gente, nel nome della millenaria festa,  un nuovo inno a protezione di una città moderna ma ancora infinitamente plebea.  E così,  mentre nel foyer ad accogliere il pubblico vi saranno le canzoni delle celebri Audizioni di Piedigrotta insieme ai vestitini di carta anni Cinquanta messi a disposizione dalla Basilica di Piedigrotta, a compiere in scena  il rito vivianeo con l’organizzazione di Sasà Vanorio, saranno i veterani, Patrizia Capuano, Gianni Parisi, Mario Aterrano e Ciro Capano, insieme, tra i tanti altri interpreti della nutrita compagnia, a Lucio Pierri, Corrado Ardone,  Massimo Peluso, Salvatore Misticone, Tina Scatola, Laura Misticone, Matteo Salsano, Chiara De Vita, Marco Limatola, Stefano Quisisana ed ai giovanissimi Christopher Vanorio e Greta Gallo. “Artisti di comprovata esperienza- come ha ribadito Lara Sansone- insieme a tantissimi giovani, per confermare la modernità di un teatro che diventa sinonimo di festa popolare”.