Cronaca di Napoli, processo per progetti fantasma

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Cronaca di Napoli, processo per progetti fantasma
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Cronaca di Napoli. Chiesto un processo a carico di 12 persone (tra cui Maurizio Maddaloni) per presunti progetti fantasma.

di Luigi Maria Mormone – La cronaca di Napoli racconta oggi di presunti progetti fantasma, per i quali è stata fatta richiesta di processo a carico di 12 persone tra dirigenti, segretari, imprenditori, consulenti della Camera di Commercio di Napoli ed esponenti sindacali. Al centro dell’inchiesta ci sono dieci progetti finanziati dalla Camera di Commercio (quindi con soldi pubblici) ma realizzati solo sulla carta. Queste iniziative sarebbero servite a valorizzare l’economia napoletana: tra queste, la Giornata di mobilitazione nazionale sulla legalità, Sicurezza sui luoghi di lavoro e il corso per Addetti alla manipolazione-preparazione di alimenti per celiaci. Tra i dodici nomi per i quali c’è la richiesta di processo, spicca quello di Maurizio Maddaloni, storico esponente dell’ente di piazza Borsa, accusato di turbativa d’asta in relazione alla organizzazione della giornata della legalità. Maddaloni risponde per il suo ruolo di presidente pro tempore della Camera di commercio, assieme ad Ilaria Desiderio (dirigente della Camera di Commercio e responsabile della gara finita nel mirino della Procura); Mario Esti (ex segretario generale), Carmine D’Alessandro (associato di confcommercio); Pietro Russo (presidente Confcommercio). L’inchiesta, coordinata dai pm Valter Brunetti e Giancarlo Novelli (sotto il coordinamento dell’aggiunto Alfonso D’Avino), guarda a fatti del 2013. Per l’accusa, l’evento viene promosso da Confcommercio, con richiesta di contributo di 20mila euro il 28 ottobre del 2013, che spinge la Camera di commercio ad indire una gara per la sua promozione, con gli imputati che “con mezzi fraudolenti avrebbero turbato la gara”. L’ipotesi della Procura ruota attorno al confronto di alcune proposte arrivate agli uffici di piazza Bovio: alla gara partecipava la Cat Napoli Partenope scarl (società partecipata da Confcommercio Napoli), ma anche la Luseventi, la Master Franchising Campania sud e Turistica service, società riconducibili a Carmine D’Alessandro, a sua volta componente del consiglio direttivo della Confcommercio. Stando all’accusa, gli imputati avrebbero “condizionato la scelta dell’assegnatario, quindi individuato nella Cat Napoli Partenope scarl” come vincitrice. La storia della gara truccata non va giù all’avvocato Salvatore Pane (difensore di Esti e di Maddaloni), il quale ricorda un interrogatorio reso dinanzi alla Finanza dallo stesso segretario generale Esti: “Il mio assistito – spiega il penalista napoletano – ha dimostrato, documenti alla mano, di aver svolto a funzioni di mera verbalizzazione e che per un importo così limitato (20mila euro), in base a un decreto ministeriale, è possibile l’affidamento diretto, attesa anche la urgenza per la imminenza dell’evento”.

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