Terremoto a Pozzuoli, Ortolani: “Nessun rischio eruzione”

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Terremoto a Pozzuoli, Ortolani: “Nessun rischio eruzione”

Pozzuoli: per il geologo e senatore M5S “se il bradisismo evolverà come nel 1983-85, potrebbe dar vita anche a decine di eventi di giorno e di notte”.

Ancora paura a Pozzuoli e in tutta la zona flegrea per due scosse di terremoto avvertite nella serata di martedì 18 settembre. La prima è stata anticipata da un boato alle 23,36 (con magnitudo 2.5, la più forte dal 2015), mentre la seconda è stata registrata poco dopo con intensità inferiore. Il sisma si è verificato a soli 2 chilometri di profondità, con epicentro l’area tra la Solfatara e la zona Pisciarelli.

La direttrice dell’Osservatorio Vesuviano, Francesca Bianco, ricorda a “Il Mattino” che “dal 2012 siamo in allerta a livello giallo, proprio perché è in corso un fenomeno bradisismico che comporta un sollevamento del suolo. E l’attività sismica di bassa intensità, accompagna questo sollevamento del suolo”.

Un sollevamento che ha raggiunto il livello massimo di 30 centimetri dal gennaio 2014 ad oggi, e che nelle fasi di “picco”, come emerge da uno studio in via di ultimazione, pare sia legato anche a variazioni climatiche e astronomiche.

Tuttavia, nonostante una trentina di scosse nell’ultimo mese (ma di lieve entità), nell’area dei Campi Flegrei non c’è nessun pericolo di eruzione, come sottolineato da Franco Ortolani, ordinario di Geologia presso l’Università di Napoli e senatore del M5S. Nessun rischio eruzione, ma è possibile che vi siano molti eventi sismici quotidiani:Terremoto a Pozzuoli, Ortolani: “Nessun rischio eruzione”Se il fenomeno del bradisismo evolverà come nel 1983-85 -ha scritto su Facebook- potrebbe dar vita anche a molte decine di eventi di giorno e di notte e l’impatto più significativo sarà sull’emotività, cioè sulle ‘menti’ dei cittadini e sulle attività socio-economiche”.

Inoltre, prosegue Ortolani, “Pozzuoli è l’unica città al mondo costruita in un’area storicamente interessata da un fenomeno bradisismico (sollevamento del suolo, massimo di circa 2m, con numerosi eventi sismici e successivo abbassamento). Non ha manufatti idonei a resistere senza subire danni alle locali accentuate e anomale “dilatazioni del suolo” e negli strumenti urbanistici il fenomeno non è contemplato“.