mercoledì, Giugno 29, 2022

Successo per il film L’Immortale: è il secondo miglior incasso italiano di stagione

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Luigi Maria Mormone
Luigi Maria Mormonehttps://www.2anews.it
Luigi Maria Mormone, cura la pagina di cronaca su Napoli e provincia, attualità e sport (pallanuoto, basket, volley, calcio femminile ecc.), laureato in Filologia Moderna, giornalista.

L’Immortale: già 5 milioni di incassi per il film dedicato a Ciro Di Marzio (celebre personaggio della serie Gomorra interpretato da Marco D’Amore, anche regista e sceneggiatore della pellicola).

L’Immortale, il film dedicato a Ciro di Marzio (celebre personaggio della serie Gomorra, interpretato da Marco D’Amore), sta avendo un grandissimo successo nelle sale cinematografiche italiane.

Come riportato da “Mymovies.it”, la pellicola (uscita lo scorso 5 dicembre, con D’Amore impegnato nel progetto anche come regista e sceneggiatore) ha già ottenuto ben 5 milioni di euro di incassi, rappresentando il secondo miglior incasso italiano di stagione e decimo assoluto.

Un vero e proprio boom per uno dei personaggi più amati di Gomorra, con i fan che a questo punto si pongono una domanda: ci sarà anche Ciro Di Marzio tra i protagonisti della quinta stagione della serie?

L’Immortale, la trama del film: una nuova vita per Ciro Di Marzio

Il film che prende il via lì dove si concludeva la terza stagione di Gomorra: il corpo di Ciro sta affondando nelle acque scure del Golfo di Napoli dopo il colpo di pistola che gli ha sparato l’amico fraterno Genny Savastano (Salvatore Esposito) alla fine della terza stagione di Gomorra.

E mentre sprofonda, i suoni attutiti dall’acqua si confondono con la sua voce fuori campo, che in napoletano dice: “Nella vita non devi avere paura di niente, nemmeno di morire”.

In lui riaffiorano i ricordi del terremoto del 1980, da cui lui (neonato) si salvò miracolosamente, motivo per il quale è soprannominato L’Immortale. Poi il suo corpo appare su una barella: Ciro Di Marzio è vivo. “Allora è vero quello che si dice, l’Immortale non lo uccide nessuno”, sentenzia la voce di Don Aniello.

Ed è proprio quest’ultimo a offrirgli una nuova vita lontano da Napoli. Da quel momento, si alternano le immagini dell’infanzia di Ciro (che da piccolo ha il volto di Giuseppe Aiello) e della sua educazione criminale e sentimentale nella Napoli degli anni ’80 e quelle della sua nuova vita, alle prese con un nuovo business criminale nell’Est Europa e con uno spietato boss della mafia russa.

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