Gara di solidarietà per i ragazzi gay discriminati in Calabria

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Gara di solidarietà per i ragazzi gay discriminati in Calabria

Una notizia che ha fatto il giro del web in poche ore: «Non accettiamo gay e animali». È questo il messaggio che due ragazzi di Napoli si sono visti recapitare dal titolare di una casa vacanze in Calabria, non appena si è reso conto che i suoi ospiti erano due uomini.

Una notizia che ha fatto il giro del web in poche ore: “Non accettiamo gay e animali”. È questo il messaggio che due ragazzi di Napoli si sono visti recapitare dal titolare di una casa vacanze della frazione Santa Maria, a Ricadi, nel vibonese, non appena si è reso conto che i suoi ospiti erano due uomini.

A denunciare l’episodio è stato l’Arcigay di Napoli al quale i due giovani si sono rivolti per raccontare la loro storia. “Quando ho letto questo messaggio – ha detto Gennaro, uno dei due giovani, all’Arcigay – nella mia mente si è materializzata l’immagine drammaticamente famosa dei cartelli nazisti esposti fuori ai negozi, con i quali si proibiva l’ingresso ai cani e agli ebrei. Ma da allora sono passati settanta anni e questa storia non può essere ignorata”.

Gara di solidarietà per i ragazzi gay discriminati in CalabriaL’episodio si è verificato proprio in un Comune, Ricadi, dove il mese scorso la Sindaca Giulia Russo ha celebrato la terza unione civile della Calabria, dimostrando di essere alla guida di un’amministrazione inclusiva.

Già a marzo 2009 il comune di Polistena, in provincia di Reggio Calabria, si dichiarò come il primo comune italiano “amico della comunità lgbt”. In quell’anno, il consiglio comunale della cittadina approvò un regolamento contro le discriminazioni sessuali, in pieno stile “gay friendly”.

In queste ore, dalla Calabria, si sta diffondendo un’ondata di solidarietà istituzionale e non istituzionale.

“Tropea ama la libertà e gli amici di qualsiasi orientamento sessuale lo sanno bene. In attesa di un mio intervento più articolato, ho sentito il Presidente dell’ASALT (Massimo Vasinton) che si è detto disponibile ad offrire un weekend a Tropea ai due giovani rifiutati”, questo è quanto ha affermato poco fa sul suo profilo Facebook l’assessore al Turismo di Tropea Sandro D’Agostino sulla vicenda.

Duro anche l’intervento dell’associazione albergatori tropeani, che ha ritenuto “doveroso esprimere pubblicamente il proprio biasimo per tanta inciviltà e marcare una netta distanza rispetto a qualsiasi atteggiamento omofobo…”.

Dalla stessa associazione è arrivato poi un invito per un soggiorno gratuito in una delle loro strutture rivolto ai due giovani. Altre offerte di ospitalità sono arrivate da privati, o da altri hotel che hanno preferito muoversi autonomamente. Per iniziativa di Sandro D’Agostino, assessore al turismo di Tropea, i ragazzi sono stati invece “invitati a cena” dall’Associazione commercianti.

Il Comitato Provinciale Arcigay di Napoli, dal canto suo, si è detto indignato e disgustato dalla condotta dell’albergatore di Ricadi e ha espresso profonda solidarietà a Gennaro e al suo compagno, chiedendo l’esclusione della casa vacanza dal sito booking.com e da tutti i siti di prenotazione turistica che non vogliano, nel 2017, rinnovare logiche commerciali razziste e antidemocratiche.

Una riflessione

La crisi economica, morale e culturale che sta attraversando il nostro Paese, come un rogo, alimenta l’indifferenza e l’insicurezza, favorendo la diffusione di atteggiamenti razzisti e omofobi.  Ben venga allora che se ne parli e se ne parli tanto, perché è proprio della debolezza delle reazioni, della scarsa volontà di capire, del silenzio e dell’ignoranza che si nutre l’ostilità.