Seong-Jin Cho ospite al Teatro San Carlo con i Valzer di Chopin da antologia

Per il secondo appuntamento con il Festival Pianistico 2026 del Teatro San Carlo, Seong-Jin Cho ha eseguito musiche di Bach, Schonberg, Schumann e un meraviglioso e indimenticabile Chopin. 

Non capita tutti i giorni di ascoltare un recital pianistico di così rara bellezza, intensità e linearità espressiva, il cui eccezionale talento ha regalato al Teatro San Carlo una delle serate più memorabili di questa intensa stagione musicale.

Ospite del fortunato Festival Pianistico 2026, il pianista sud-coreano Seong-Jin Cho, che ha “illuminato” emozionato e trascinato il fortunato e numeroso pubblico (un altro lusinghiero sold out) del massimo napoletano in un memorabile quanto emozionante (soprattutto nella seconda parte della serata) recital pianistico, affrontando e proponendo un un lungo e corposo programma di sala.

Dai primi delicati trilli d’apertura della Partita n. 1 in si bemolle maggiore BWV 825 di Bach, ci siamo subito resi conto che stavamo ascoltando uno dei pianisti più brillanti del vasto panorama internazionale: il “suo” Bach ci è apparso subito familiare, evidenziando con leggerezza e con un tocco ridotto all’essenziale, il carattere polifonico della complessa struttura musicale del grande compositore tedesco.

Con un salto temporale di due secoli, ci siamo trovati immersi nel mondo dodecafonico di Arnold Schonberg, del quale è stata eseguita la Suite, op. 25, scritta tra il 1921 e il 1923: un linguaggio musicale completamente diverso rispetto al tradizionale sistema tonale, affrontato senza difficoltà e la benché minima “preoccupazione” esecutiva. Con il celebre Carnevale di Vienna op. 26 di Robert Schumann, Seong-Jin Cho ci riporta in pieno romanticismo tedesco, affrontando una delle pagine più belle e complesse di una delle figure più difficili e multiforme del pianismo tedesco della prima metà dell’Ottocento: anche in questo si evidenzia la straordinaria capacità esecutiva ed espressiva dell’artista asiatico, regalandoci uno “Schumann” da antologia.

Le lusinghiere premesse di questa prima parte del concerto, lasciavano certamente prevedere un altrettanto lusinghiera conferma delle eccellenti capacità virtuosistiche del solista citato, ponendoci una sola domanda: come affronterà, a questo punto, e con quello che abbiamo già ascoltato, questi celeberrimi valzer di Chopin? La sorpresa è stata meravigliosa e inattesa: già dalla prime note del Valzer d’apertura, quello in Mi minore op. post. mi sono subito reso conto che la seconda parte della serata, tutta chopiniana, ci avrebbe sbalordito, regalandoci alcune tra le più belle interpretazione dei Valzer di Chopin.

Il tocco leggero e la capacità di dosare ogni singola nota, negli arpeggi, nelle scale, nei ribattuti, e nei “ritardi” (Valzer in si minore op. 69 n.2), hanno confermato un incredibile controllo totale della tastiera che ha prodotto un suono pulitissimo, preciso e altamente virtuosistico, catturando l’attenzione di tutto il pubblico del San Carlo che all’improvviso è ammutolito, restando stupefatto da tanta incredibile abilità pianistica, che non ha prodotto nemmeno un “illecito” colpo di tosse, in tale mistica atmosfera musicale.

Dal celebre Valzer in re bemolle maggiore op. 64 n.1 (il valzer di un minuto) a quello dell’Addio, op. 69 n.1, a quello in la minore op. 34 n.2, fino a tutti gli altri, (op. 70 e op.18) per un totale di 14 valzer: la seconda parte della serata è stata così profondamente emozionante, a tal punto da far dimenticare, per un momento, tutta la corposa prima parte, complice anche uno dei compositori più famosi e brillanti del pianismo di tutti i tempi. Primo premio al concorso Chopin di Varsavia nel 2015 e vincitore del Premio Abbiati del Disco 2025 nella categoria “Repertorio solistico, Seong-Jin Cho è artista esclusivo Deutsche Grammophon e Opus Klassik 2025, è inoltre Artist’s Portrait della London Symphony per la stagione 2025/26.

Già Artist in Residence presso i Berliner Philharmoniker, collabora con le orchestre più prestigiose, tra cui i Wiener Philharmoniker e la Boston Symphony, e direttori quali Myung-Whun Chung, Gustavo Dudamel, Antonio Pappano, Simon Rattle. Oltre ai palchi della Carnegie Hall, del Concertgebouw e del Musikverein, è regolarmente ospite dei Festival di Verbier, Lucerna e Tanglewood.

Al termine del Grande valse brillante in mi bemolle maggiore op. 18, l’ultimo nella lunga lista del programma citato, è esploso vigoroso e incontenibile, l’entusiasmo del pubblico del Teatro San Carlo, con il giusto e meritato tributo al nostro prestigioso artista, testimoniato dai lunghissimi e calorosi applausi: con un’altra celeberrima pagina del compositore polacco Chopin, Seong-Jin Cho si è congedato dal publico del San Carlo, regalandoci un ultima memorabile interpretazione con il Notturno in mi bemolle maggiore op 9 n.2 e, mentre gli applausi continuavano a echeggiare nel meraviglioso Teatro Massimo di Napoli, ci lasciava senza un secondo bis, dopo un maldestro tentativo scherzoso di ritornare a suonare al pianoforte, in una serata magica che lo stesso pianista difficilmente dimenticherà.

Latest Posts

Ultimi Articoli