lunedì, Luglio 15, 2024

Responsabilità professionale del personale sanitario. Ecco le novità

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Approvato due giorni fa al Senato il decreto che modificherà alcuni aspetti salienti della legge sulla responsabilità professionale del personale sanitario.

Se il medico avrà seguito le linee guida o le buone pratiche clinico-assistenziali ci saranno meno rischi di contenzioso.

E’ uno degli aspetti salienti della legge sulla responsabilità professionale del personale sanitario approvata due giorni fa dal Senato. Il decreto dovrebbe avere ora un ultimo passaggio alla Camera, dove non dovrebbero esserci modifiche. Il via libera finale è quindi atteso entro febbraio.

Sono diversi gli aspetti della vita professionale del medico che verranno modificati da questa legge, che ha l’obiettivo di porre un freno alle 300 mila cause sanitarie che ogni anno ne limitano l’attività, spingendolo verso una medicina difensiva che impatta per ben 10 miliardi sulla spesa sanitaria. Ecco alcune delle novità che si annunciano all’orizzonte.

Quali sono le principali novità

  • La prescrizione, sia per i medici dipendenti che per quelli convenzionati, verrà ridotta da 10 a 5 anni.
  • I professionisti sanitari risponderanno parzialmente solo per colpa grave in caso di imperizia.

La questione era già stata oggetto della riforma attuata nel 2012 con la Legge Balduzzi: il medico che si attiene alle linee guida (previste per il trattamento di una determinata patologia) e si uniforma alle buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica, non risponde penalmente per le lesioni causate al paziente (o per il suo decesso) se queste derivano da una colpa lieve.

  • La colpa grave è esclusa quando sono rispettate le raccomandazioni previste da linee guida e buone pratiche clinico-assistenziali.
  • Infine, per chi ritiene di aver subito un atto di malasanità, la risposta in sede civile verrà dalle assicurazioni.

personale sanitarioQuando si parla di errore medico

Si parla di errore medico quando una scelta terapeutica del sanitario procura al paziente non un beneficio ma un danno, causando un peggioramento delle sue condizioni di salute che non dipende dal normale decorso della malattia ma dall’intervento eseguito, riferito a:

  • diagnosi sbagliata;
  • diagnosi ritardata (se il ritardo complica o pregiudica le condizioni di salute del paziente);
  • omessa effettuazione di esami che avrebbero potuto chiarire meglio le condizioni di salute del paziente;
  • intervento chirurgico eseguito in modo errato;
  • cattiva gestione delle cure successive a un intervento.

In queste ipotesi il paziente vittima dell’errore può richiedere il risarcimento del danno in tutte le sue forme (danno alla salute, rimborso delle spese sostenute, ecc.) innanzitutto al medico che ha eseguito l’intervento, effettuato la diagnosi ecc., in quanto soggetto che in via principale avrebbe dovuto eseguire in modo corretto la propria attività. La richiesta può essere anche rivolta alla struttura ospedaliera nella quale il medico opera in qualità di dipendente o di medico che opera al suo interno in regime di convenzione.

La struttura ospedaliera, in ogni caso, può essere sempre oggetto di richiesta di risarcimento in tutti i casi in cui il danno al paziente deriva dalla qualità dei macchinari che mette a disposizione dei medici con cui collabora. E ciò anche nel caso in cui il paziente abbia scelto di farsi curare in una determinata struttura ma da un professionista di sua esclusiva fiducia e scelto all’esterno della struttura stessa. Aspetto delicato e importante è che spetta al paziente dimostrare di aver subito un danno.

Il paziente che sospetta che il peggioramento delle proprie condizioni di salute, a seguito di una terapia, sia dovuto a un errore medico, deve prima di tutto sottoporre la questione a un medico legale con competenze specialistiche, facendosi assistere per queste operazioni da un legale.

Per fare questo deve raccogliere tutta la documentazione medica in suo possesso relativa alla terapia e chiedere alla struttura ospedaliera una copia della cartella clinica. Una volta raccolto il materiale, deve sottoporre il tutto al medico legale che avrà il compito di redigere una perizia scritta che confermerà o smentirà i dubbi del paziente. Nel caso in cui la perizia concluda per la presenza di un errore, il danneggiato dovrà inviare una richiesta di risarcimento ai soggetti responsabili. Ricevuta la richiesta l’Ente ospedaliero o il Professionista apriranno il sinistro presso la Compagnia Assicuratrice che li copre per la responsabilità civile verso i terzi.

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