Trapianti di rene: calano in Italia le liste d’attesa

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Nuova frontiera nei trapianti d’organo, scoperto un gene che provoca il rigetto.

Calano le liste d’attesa per i trapianti di rene. Rispetto al 2017, quando i pazienti in attesa di una chiamata erano 6683, nel 2018 sono diventati 6.521. 

Trend positivo per i trapianti di rene e non solo. Grazie a programmi innovativi che riescono a mettere in contatto in tempi più rapidi chi ha bisogno di un organo e chi lo può aiutare, in Italia, oggi, ci sono in media 30 donatori ogni milione di abitanti. E, soprattutto al Nord, ci sono regioni che tendono verso i 40 donatori per milione di abitanti. 

E’ quanto emerge per il 2018 dai dati della Rete nazionale trapianti, presentati a Roma nell’ambito della conferenza “Diamo il meglio di noi”. 

Un fenomeno in crescita grazie anche a una maggiore consapevolezza dell’importanza delle donazioni da parte degli italiani: circa quattro milioni e mezzo di persone hanno dichiarato di essere pronti a donare.

Le liste d’attesa

Ad oggi, i pazienti in lista d’attesa in Italia sono complessivamente 8.765: 6521 aspettano un rene, 1014 un trapianto di fegato, 747 un cuore, 384 il polmone, 246 il pancreas e infine 11 l’intestino. Nel 2018, ci sono stati in tutto 1842 trapianti di rene, 1212 di fegato, 227 di cuore e 140 di polmone. Interventi frutto di un sistema che nel tempo è riuscito a costruire una rete capillare per diffondere una maggiore conoscenza sul tema e a sensibilizzare i cittadini a diventare possibili donatori.

Trapianti Cross over di rene

Una innovazione importante nell’attività dei trapianti degli ultimi anni è stata l’inizio del programma di catene di trapianti di rene tra coppie incompatibili, innescata da donatore deceduto. 

Secondo uno schema di tipo Cross over, per una coppia donatore-ricevente incompatibile, per esempio marito e moglie, viene offerta la possibilità di incrociare le compatibilità con altre coppie che si trovano nella stessa condizione.

Quando la possibilità di Cross over è allargata anche a donatore deceduto, le possibilità aumentano notevolmente. In questo particolare caso, l’organo del componente della coppia che non viene utilizzato, viene destinato a un altro possibile ricevente, ampliando ulteriormente la catena dei trapianti e creando una vera e propria rete di solidarietà.