Coronavirus, stop ai colloqui: detenuti in rivolta nel carcere di Salerno

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Coronavirus, stop ai colloqui: detenuti in rivolta nel carcere di Salerno

Momenti di forte tensione nel carcere di Salerno, dove i detenuti si sono armati spranghe di ferro ricavate dalle brande e sono saliti sul tetto presidiato dalle forze dell’ordine e da un elicottero.

Si stanno vivendo momenti di tensione nel carcere di Salerno-Fuorni a causa di una rivolta inscenata da un centinaio di detenuti. Dalle prime informazioni pare che ci siano danni in un piano della struttura. La protesta sarebbe scoppiata dopo l’annunciata sospensione dei colloqui per l’allerta Coronavirus. Gli agenti della polizia penitenziaria, guidati dal comandante Gianluigi Lancellotta, stanno tentando di domare la rivolta. Sul posto anche il questore di Salerno e il comandante provinciale dei carabinieri.

Un elicottero della polizia di Stato sta da alcune ore sta sorvolando l’area del carcere di Fuorni mentre dinanzi alla struttura sono giunte numerose pattuglie di agenti e di carabinieri. Sul posto si sta recando anche il garante regionale per i diritti dei detenuti, Samuele Ciambriello.

I detenuti rivoltosi, circa duecento, secondo quanto si apprende dall’Uspp, sono saliti sul tetto del carcere di Salerno, presidiato, all’esterno dalle altre forze dell’ordine e sorvegliato dall’alto da un elicottero. Secondo quanto si appreso da fonti sindacali, i detenuti si sono armati spranghe di ferro ricavate dalle brande con le quali hanno distrutto tutto quello che c’era da distruggere. Dopo avere divelto le inferriate dei finestroni sono riusciti a salire sui tetti. Sono intervenuti anche rinforzi della Polizia penitenziaria dalla regione. Il direttore del carcere e il comandante degli agenti della Penitenziaria in servizio nell’istituto stanno lavorando per riportare la situazione alla calma.

Sul posto sono presenti il provveditore degli istituti di pena della Campania ed altre autorità preposte all’ordine pubblico.