domenica, Aprile 21, 2024

La reliquia del Beato Livatino lascia Napoli, il Prefetto: “Esempio di giustizia e legalità per tutti”.

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Gabriella Monaco
Gabriella Monacohttp://www.2anews.it
Redattrice laureata in 'Lettere Moderne'. Appassionata di Scrittura, Arte, Viaggi e Serie tv."

Si chiude l’intenso programma di celebrazioni e incontri sull’esempio del Beato Rosario Livatino.

L’incontro guidato dall’Arcivescovo don Mimmo Battaglia con i giovani della Diocesi ha chiuso l’intenso programma di celebrazioni e incontri sull’esempio del Beato Rosario Livatino. La camicia intrisa di sangue che indossava nel momento dell’omicidio ad Agrigento il 21 settembre del 1990 questa mattina ha lasciato Napoli.

“Esprimiamo viva soddisfazione per la risposta del territorio che abbiamo registrato in questi giorni. Attraverso una previa preparazione abbiamo coinvolto oltre 500 studenti di dodici scuole del territorio – commenta don Vittorio Sommella, Parroco della Cattedrale di Napoli – che in Duomo hanno posto domande significative sui temi della giustizia e legalità attraverso attività di gruppo”.

Tutta la città coinvolta dinanzi al Beato Livatino. Dalla Via Crucis con magistrati e avvocati presieduta dal Cardinal Angelo Comastri, alla riflessione con i familiari delle vittime di reato con il Procuratore Melillo, all’incontro dedicato a tutte le forze che sul territorio sono impegnate nell’emergenza e soccorso. In questa occasione, il Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, ha lanciato un monito ad un impegno costante nella missione laica di chi risponde positivamente ai valori costituzionali che erano anche propri di Livatino.

“L’esempio del Beato Livatino è per tutti: è un esempio di impegno laico. Il suo modo di vivere il compito assegnatogli ci sprona a fare di più, a seguire i valori della giustizia e della legalità, ad aiutare chi è in difficoltà, a tenere presente le esigenze di tutti – ha concluso il Prefetto di Napoli – proprio sull’esempio del Beato Livatino che non ha mai ceduto alla tentazione del male e della corruzione”.

Ad accompagnare la Reliquia, attraverso una missione popolare che gira tutte le Diocesi d’Italia, i sacerdoti custodi Don Calogero Manganello e Don Salvo Casà di Agrigento. “Il Beato Livatino andava a pregare in obitorio sulle salme dei mafiosi uccisi. Quando condannava una persona e conosceva la precaria situazione della famiglia di appartenenza, faceva in modo di far giungere ai cari del condannato viveri necessari per la quotidiana sussistenza.

Il processo verso la canonizzazione continua ma di “miracoli” possiamo già contarne numerosi. Livatino coinvolge, parla a tutti. E’ stato significativo, infatti, portare la reliquia nelle carceri di Napoli. Oggi registriamo la conversione di tre dei suoi assassini, che è il più grande messaggio della sua missione evangelizzatrice”. In queste quattro giornate è stata concessa l’indulgenza plenaria nella forma stabilita dalla Chiesa. La reliquia, dopo una breve visita a Santa Maria di Castellabate, ritornerà in Sicilia.

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