mercoledì, Dicembre 8, 2021

Pensioni, il quadro sulla questione della quota 100

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Luigi Maria Mormonehttps://www.2anews.it
Luigi Maria Mormone, cura la pagina di cronaca su Napoli e provincia, attualità e sport (pallanuoto, basket, volley, calcio femminile ecc.), laureato in Filologia Moderna, giornalista.

Ultime notizie sulle Pensioni: il sito “Affari italiani” ha fatto il punto della situazione sulla quota 100.

In tema di pensioni, questione molto calda all’attenzione del Governo M5S-Lega è soprattutto quota 100. Il sito “Affari italiani” ha fatto il punto della situazione in materia pensionistica, nell’attesa della prossima Legge di bilancio.

Pensioni, quota 100 a 62 anni senza penalizzazione sull’assegno e ricambio generazionale

Come noto da tempo, quota 100 si raggiungerà a 62 anni d’età con 38 anni di contributi. Una buona notizia è data dal fatto che non ci saranno penalizzazioni sull’assegno (ipotesi già circolata nelle scorse settimane). Questo per incentivare l’adesione alla riforma del governo e quindi il turnover nel mondo del lavoro: dai 400mila ai 600mila lavoratori potranno diventare infatti pensionati nel 2019.Pensioni, il quadro sulla questione della quota 100 Sono state quindi scartate le ipotesi di un calcolo contributivo a partire dai versamenti successivi al 1995, così come l’idea di un taglio dell’assegno di 1-1,5% per ogni anno di anticipo rispetto a 67 anni. Questo perché, spiega il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, l’obiettivo della quota 100 è “favorire il ricambio generazionale nei luoghi di lavoro. Di sicuro nel pubblico impiego, dove usciranno circa 150mila persone in più ogni anno, le assunzioni ci saranno. Nel privato, confidiamo che le aziende troveranno conveniente assumere giovani che hanno un costo inferiore rispetto ai lavoratori anziani”.

Pensioni, quota 100 nella scuola: si profila un turn over storico

Come spiegato da Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, la quota 100 porterà benefici al mondo della scuola: “Nelle intenzioni di M5S e Lega vi sarebbe la possibilità di consentire l’uscita dal lavoro nel 2019 dai 400 mila ai 600 mila lavoratori. Ciò darebbe il là ad un ricambio generazionale senza precedenti: tra docenti, Ata e dirigenti scolastici vi sarebbero 200mila dipendenti delle nostre scuole pubbliche da sostituire”.Pensioni, il quadro sulla questione della quota 100 Per Pacifico, l’attuazione della manovra dovrà necessariamente essere fatta senza far perdere un euro ai lavoratori che ne beneficeranno e renderà ancora più impellente l’esigenza di riaprire le GaE (Graduatorie ad Esaurimento), considerando che i concorsi il prossimo anno non saranno ancora terminati.

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