Napoli, foto su trono di Palazzo Reale: è polemica

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Napoli, foto su trono di Palazzo Reale: è polemica

Palazzo Reale: il consigliere regionale Borrelli e il conduttore Gianni Simioli hanno segnalato l’episodio accaduto durante Wine&Thecity 2018.

Infuria la polemica per delle foto scattate nel corso di Wine&Thecity 2018, evento tenutosi lo scorso 10 maggio nell’ambulacro di Palazzo Reale in piazza del Plebiscito. Gli scatti ritraggono quattro partecipanti alla serata sedute sul trono borbonico, dopo che le stesse hanno oltrepassato le barriere di protezione e messo a rischio tappeti e trono (da poco restaurato). L’accaduto è stato denunciato dal consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e dal conduttore radiofonico Gianni Simioli:Napoli, foto su trono di Palazzo Reale: è polemicaQuel trono, -hanno sottolineato Borrelli e Simioli- quello su cui sedettero re Ferdinando II e Francesco II, gli ultimi sovrani borbonici del Regno delle due Sicilie, realizzato negli anni Quaranta dell’Ottocento e circondato da un baldacchino settecentesco di velluto rosso, è stato oggetto di un restauro durato due anni e solo nell’aprile del 2017 è tornato nella Sala del trono. Andarsi a sedere su quel trono è un comportamento non solo vietato ma anche di pessimo gusto, che dimostra ancora una volta come certa gente non abbia alcun rispetto per Napoli e per il suo patrimonio monumentale. Chiediamo a chi avrebbe dovuto garantire il controllo della sala del trono di capire come sia stato possibile che quelle donne abbiano attraversato le zone protette”. Il consigliere regionale e il conduttore de La Radiazza hanno infine sottolineato che è giusto “aprire gli spazi museali, compresi i palazzi reali, a eventi privati per aumentare le entrate, ma bisogna garantire sempre e comunque la sicurezza dei beni storici e artistici”.

Foto su trono di Palazzo Reale, la condanna di Wine&Thecity

Ferma condanna anche da parte dell’organizzatrice di Wine&Thecity, Donatella Bernabò Silorata: “Apprendo con profondo rammarico – ha scritto su Facebook- dalla tempestiva denuncia di Francesco Emilio Borrelli che quattro donne partecipanti alla serata, di cui ignoriamo i nomi – e vogliamo continuare ad ignorare – , hanno superato i cordoli di sicurezza nelle Sale dell’Appartamento Storico, evadendo l’attenzione dei custodi, fino a sedersi sul Trono reale con tanto di foto mettendo a rischio l’inestimabile patrimonio artistico di Palazzo Reale. Questo comportamento non è soltanto deprecabile ma è un reato penale severamente punito dalla Legge italiana e da condannare senza alcun dubbio“.Fai, aperti al pubblico 80 siti della Campania. Boom di visitatori Palazzo Reale, precisa Bernabò, “è stato concesso all’Associazione Culturale Wine&Thecity vista la lunga esperienza che abbiamo nel gestire eventi in luoghi di interesse storico artistico. Per l’utilizzo dell’Ambulacro e per l’apertura straordinaria del Museo dell’Appartamento Storico abbiamo pagato 8.934 euro incluso lo straordinario per i custodi addetti alla vigilanza e rispettato tutti i dettami richiesti. Alla serata hanno partecipato 282 persone tra cui il sindaco di Napoli. I partecipanti non erano ospiti su invito, ma persone paganti un biglietto di ingresso il cui incasso è stato in parte devoluto ad un progetto sociale: il Ronin Club di Karen Torre“.

La serata – continua Bernabò – è stata scandita da un preciso programma culturale con una video installazione d’arte site specific, la lettura di brani di letteratura sull’ebbrezza a cura di due rinomate attrici, un “tappeto musicale” rispettoso dei luoghi e concordato con la soprintendenza, una parte gastronomica a cura di uno chef stellato e di un catering professionista. Non posso dunque che condannare senza alcuna attenuante il pernicioso comportamento delle signore che getta discredito sull’organizzazione di Wine&Thecity. Prendiamo atto dell’insulsaggine delle signore protagoniste delle stupide e irresponsabili foto che creano solo un danno alla città di Napoli. Alla Sovrintendente e alla Direzione di Palazzo Reale dunque la scelta, la decisione di denunciare o meno il patetico gesto“.