Manfredi favorevole all’ampliamento dei poteri amministrativi per le città metropolitane: gestione più agile per i grandi comuni ma legislazione unificata.
Manfredi, nel suo duplice ruolo di sindaco di Napoli e guida dell’Anci, è intervenuto nel dibattito sulla distribuzione delle competenze tra Stato e autonomie locali. La sua analisi si concentra sulla necessità di dotare i grandi centri urbani di leve operative più robuste, pur mantenendo un equilibrio che non frammenti eccessivamente il quadro normativo del Paese.
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La separazione tra legge e gestione
Il punto cardine della riflessione espressa da Manfredi riguarda la distinzione netta tra la capacità di legiferare e quella di amministrare. Secondo il primo cittadino, la centralità legislativa di Roma deve rimanere un unicum nel panorama nazionale. Diversamente, si rischierebbe di scivolare verso un sistema caotico composto da migliaia di entità autonome, un’ipotesi che il presidente dell’Anci boccia con decisione per evitare la paralisi del sistema Italia.
Risorse e strumenti per le sfide moderne
Come riportato dall’ANSA, il sindaco si è mostrato aperto alla proposta di allargare il perimetro d’azione non solo alla Capitale ma a tutte le principali aree metropolitane. Manfredi sostiene infatti che chi governa territori densamente popolati e complessi debba disporre di strumenti amministrativi più incisivi. L’obiettivo è quello di poter gestire con maggiore autonomia ed efficacia le urgenze quotidiane, dalle infrastrutture ai servizi essenziali, che spesso richiedono velocità di esecuzione superiori a quelle concesse dai regolamenti attuali.
Per Manfredi, dunque, il rafforzamento dei poteri amministrativi non è una rivendicazione di parte, ma una necessità oggettiva per permettere alle metropoli di fungere da vero motore trainante per l’intera nazione, senza però intaccare l’unità legislativa centrale.
