A partire da domani sera 23 gennaio e fino a domenica 1 febbraio, il palcoscenico del Teatro Augusteo ospita Tutti i sogni ancora in volo… e continuano a volare, spettacolo firmato da Edoardo Falcone insieme a Massimo Ranieri.
Massimo Ranieri rientra nella sua città come si fa con i luoghi dell’anima. E Napoli lo riconosce come una presenza imprescindibile, una voce che le appartiene. A partire da domani sera 23 gennaio e fino a domenica 1 febbraio, il palcoscenico del Teatro Augusteo ospita Tutti i sogni ancora in volo… e continuano a volare, spettacolo firmato da Edoardo Falcone insieme allo stesso Ranieri, sintesi lirica e teatrale di un percorso artistico che continua a rinnovarsi senza perdere profondità.
Archiviata la lunga e fortunata avventura di Sogno e Son Desto, forte di oltre ottocento repliche, Ranieri apre un nuovo capitolo scenico in cui il canto si intreccia alla parola, il ricordo si fa racconto, l’ironia si accompagna alla confessione intima, in un fluire che coinvolge e trascina. Non è un concerto tradizionale, né una formula di varietà, tantomeno un semplice teatro-canzone: è un linguaggio personale, ormai maturo e riconoscibile, dove l’artista domina il ritmo e il tempo con l’autorevolezza e la grazia dei grandi affabulatori. Grande spazio è riservato ai brani scritti per lui da alcuni tra i più autorevoli cantautori italiani: Pino Donaggio, Ivano Fossati, Bruno Lauzi, Giuliano Sangiorgi, e altri ancora.
Canzoni confluite nell’ultimo album, che porta lo stesso titolo dello spettacolo, con la produzione musicale di Gino Vannelli, capace di coniugare respiro internazionale e rispetto assoluto per la vocalità di Ranieri. Accanto a queste, naturalmente, i brani più amati del suo repertorio, accolti ogni sera come pagine di una memoria condivisa. Il tour, prodotto da Marco De Antoniis, si avvale di una band di altissimo profilo: Claudio Storniolo al pianoforte, Giovanna Perna alle tastiere e voce, Francesco Puglisi al basso, Luca Trolli alla batteria, Arnaldo Vacca alle percussioni, Andrea Pistilli e Tony Puja alle chitarre classiche ed elettriche, Valentina Pinto al violino e voce, Cristiana Polegri al sax e voce, Max Filosi al sax e flauto. Un’orchestra che respira con lui, lo segue, lo provoca, lo sostiene. A poche ore dall’esordio partenopeo, Massimo Ranieri si racconta con limpida franchezza.
“Tutti i sogni ancora in volo” è un titolo che guarda al futuro: quali sogni sente ancora vivi oggi, dopo una carriera così lunga e trasversale tra musica e teatro?
«Il mio sogno è rivivere gli anni 60/70, anni meravigliosi, irripetibili, ma che sono stati cancellati da una corsa alla modernità. Erano anni di grande musica, di grandi cantautori, di grandi autori e musicisti. Il Teatro era la casa di attori e registi di un valore incalcolabile e soprattutto di Grandi Maestri che purtroppo i nostri giovani non hanno conosciuto. Questo è un mio sogno, l’unico che non si potrà realizzare. Io nel mio piccolo cercherò sempre di far ricordare tutto il bello di quei periodi e a continuare a dire che non si deve mai smettere di sognare e come racconto durante lo spettacolo… a me non basta un cassetto per i miei sogni… c’è bisogno di un armadio a quattro ante!».
In questo spettacolo lei interpreta brani scritti da grandi cantautori di generazioni diverse: cosa cerca, oggi, in una canzone per sentire che parla davvero di Massimo Ranieri?
«Da sempre la scelta delle mie canzoni è dettata dal cuore perché se toccano il mio cuore allora lo toccheranno a tutti e si stabilirà quel rapporto d’affetto che mi dà la carica e la forza di andare avanti. Al primo ascolto mi devo emozionare per poi trasferire la mia emozione a chi le ascolterà e a chi verrà in Teatro».
All’Augusteo, ancora una volta, Massimo Ranieri conferma che l’autenticità artistica non si misura con le mode, ma con la capacità di attraversare le stagioni del tempo. Sul palcoscenico non indulge all’autocompiacimento: rende omaggio al lavoro, al ricordo, al valore profondo dell’arte. E così, i sogni non si limitano a librarsi nell’aria: restano saldi, tenaci, fedeli a se stessi.
