lunedì, Giugno 17, 2024

Linea dura contro le vongole inquinate: pescherie al setaccio nel Napoletano

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Luigi Maria Mormone
Luigi Maria Mormonehttps://www.2anews.it
Luigi Maria Mormone, cura la pagina di cronaca su Napoli e provincia, attualità e sport (pallanuoto, basket, volley, calcio femminile ecc.), laureato in Filologia Moderna, giornalista.

Indagini della Procura di Torre Annunziata e della Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia su tonnellate di vongole pescate in aree inquinate e poi smistate alle pescherie.

La Procura di Torre Annunziata e la Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia stanno indagando su attività di pesca “selvaggia”, in particolare riguardo tonnellate di vongole pescate nei pressi dello scoglio di Rovigliano o alla foce del Sarno, ovvero due degli specchi d’acqua più inquinati d’Europa, e poi smistate alle pescherie di Napoli e provincia in barba a qualsiasi regola sanitaria.

Come riportato da “Il Mattino”, per questo giro d’affari illegali gli inquirenti ipotizzano l’attentato alla salute pubblica e la concorrenza sleale. Giovedì mattina c’è stato un lungo vertice, al termine del quale la decisione è stata unanime: linea dura contro la pesca di frodo.

Nel mirino ci sono gli stessi criminali che periodicamente devastano le coste della Penisola sorrentina per raccogliere illegalmente datteri di mare, da rivendere poi a prezzi che raggiungono spesso i 150 euro al chilo.

Il business delle vongole nasce dalla necessità di consentire ai datterai di agire indisturbati nelle acque tra Vico Equense e Massa Lubrense: un “diversivo” per disorientare le forze dell’ordine che indagano sul traffico di molluschi che dalla Penisola sorrentina raggiunge persino la Francia.

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