venerdì, Maggio 20, 2022

Fiume Sarno, scienziati lanciano l’allarme: “È pentagono della morte”

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Luigi Maria Mormone
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Luigi Maria Mormone, cura la pagina di cronaca su Napoli e provincia, attualità e sport (pallanuoto, basket, volley, calcio femminile ecc.), laureato in Filologia Moderna, giornalista.

Sarno: il fiume campano è stato inserito tra i 20 più inquinati al mondo.

Il fiume Sarno, il cui stato di inquinamento è purtroppo noto da tempo, è al centro di un focus de “Il Mattino”. L’ennesimo allarme è stato lanciato durante i lavori della conferenza sui fiumi meno salubri del pianeta, tenutasi a New York. I numeri sottolineano il quadro terribile della situazione: il Sarno è stato infatti segnalato tra i 20 fiumi più inquinati del mondo, “piazzandosi” al sesto posto per livello di inquinamento in questa triste classifica. Svariate sono le definizioni dei ricercatori per il degrado di questo fiume, definito pentagono della morte e grande crimine contro la natura.

Nelle sue acque e in quelle degli affluenti, secondo il Cnr c’è di tutto: dal cadmio al piombo, fino ad arsenico, pesticidi e perfino cocaina (come scritto in un trattato del 2015 dal Prof. Charley Cameron).

Secondo molti scienziati italiani e stranieri, la presenza di sostanze inquinanti ha provocato negli anni un aumento tra gli abitanti del bacino idrografico di diverse malattie, dalle cardio respiratorie alle tumorali. Sia il rapporto Artum del 2012 sui tumori infantili nei siti inquinati che il resoconto della Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause di inquinamento del fiume Sarno, costituita nel 2003, mettono in evidenza come la salute della popolazione sia sottoposta a pericoli continui.Fiume Sarno, scienziati lanciano l’allarme: “È pentagono della morte” Inoltre, c’è anche il timore di mutazioni genetiche: tale possibilità è stata evidenziata in una tesi di dottorato di ricerca del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Napoli, secondo la quale “sono in atto delle trasformazioni morfologiche nelle rane del fiume”.

Negli ultimi mesi, la procura della Repubblica ha iniziato a indagare dopo che alcune associazioni (da anni in prima linea contro questa piaga ambientale) hanno presentato un dossier denuncia su quella che ritengono un’emergenza mai superata.

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