giovedì, Aprile 18, 2024

Eboli, medico del “Giardino dei girasoli” indagato per omicidio

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Luigi Maria Mormone
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Luigi Maria Mormone, cura la pagina di cronaca su Napoli e provincia, attualità e sport (pallanuoto, basket, volley, calcio femminile ecc.), laureato in Filologia Moderna, giornalista.

Cronaca di Salerno: un medico del “Giardino dei girasoli” di Eboli avrebbe somministrato una dose letale di medicinale a un malato terminale.

11 persone sono coinvolte in un’operazione dei Nas di Salerno, che hanno eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di dirigenti medici e appartenenti al personale infermieristico in servizio presso l’unità operativa di Medicina del dolore e cure palliative-hospice Il Giardino dei Girasoli e l’unità operativa di medicina legale in seno al Distretto sanitario 64 di Eboli. Una persona è finita ai domiciliari, mentre altre 10 sono state interdette per dodici mesi dal servizio.

Gli indagati, secondo gli investigatori, sarebbero responsabili a vario titolo, nella loro qualità d’incaricati di pubblico servizio, di truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale, peculato, falso ideologico, favoreggiamento personale, violenza privata. A uno dei medici (ora ai domiciliari) viene contestato anche il reato di omicidio. La Procura ritiene che quest’ultimo avrebbe provocato la morte di un 28enne di Battipaglia, malato terminale, cui sarebbe stata somministrata una dose letale di medicinale.

Come riporta “Il Mattino”, le indagini sono partite da una segnalazione dell’Asl, che denunciò la sottrazione di un medicinale con effetto stupefacente. Le intercettazioni telefoniche hanno poi consentito di captare una conversazione tra due medici, nella quale “un collega riferiva all’indagato per omicidio che non avrebbe mai avuto il coraggio di fare quello che avrebbe fatto lui”. La Procura, dopo il decesso avvenuto in casa il 18 gennaio 2018, ha disposto il sequestro della salma del 28enne che, secondo i familiari, era deceduto per cause naturali.Eboli, medico del “Giardino dei girasoli” indagato per omicidio Dopo il ricovero a Firenze, come raccontato in conferenza stampa dagli inquirenti, il ragazzo aveva espresso il desiderio di trascorrere l’ultima fase della sua vita con la famiglia, di mangiare una pizza con gli amici e, quando necessario, di ricorrere alle cure palliative. “Ma non si tratta di eutanasia, la famiglia aveva chiesto di ricorrere a una sedazione profonda per alleviare le sofferenze. Tuttavia, l’autopsia – come spiegato dal procuratore Luigi Alberto Cannavale – ha attestato che la dose di medicinale somministrata avrebbe determinato la morte anche di un soggetto sano”.

Asl Salerno: “Piena fiducia nella Magistratura”

Mario Iervolino, commissario straordinario dell’Asl Salerno, esprime in una nota “piena fiducia nell’operato della Magistratura, alla quale l’Asl Salerno continua ad assicurare la massima collaborazione, come già fatto nel corso di questa inchiesta. In merito alle conclusioni dell’indagine, l’Asl Salerno comunica che adotterà tempestivamente tutti i provvedimenti consequenziali, di propria competenza”.

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