sabato, Gennaio 24, 2026

Da Dresda a Napoli: Lorenzo e Anna Maddalena Ghielmi ospiti della Pietà de’ Turchini

Da Dresda a Napoli, la musica delle corti sassoni a Santa Caterina da Siena con Lorenzo e Anna Maddalena Ghielmi: tra La raffinatezza del clavicembalo e la delicata potenza del violino in un imperdibile dialogo musicale tra padre e figlia. Musiche di Pisendel e Bach. 

Imperdibile concerto della prestigiosa Fondazione Pietà de’ Turchini, in programma domenica 25 gennaio (ore 18.00) presso la Chiesa di Santa Caterina da Siena, a Napoli, nell’ambito della fortunata rassegna “Oltre”: la 28ª stagione concertistica della Fondazione Pietà de’ Turchini.

Virtuosa, elegante, raffinata e unica, la “Musica alla corte di Dresda”, che i due eccellenti e superbi musicisti Lorenzo e Anna Maddalena Ghielmi proporranno in un meraviglioso dialogo musicale tra padre e figlia in omaggio alla straordinaria vitalità musicale della corte di Dresda nella prima metà del Settecento, quando la capitale della Sassonia era uno dei principali centri europei di produzione e circolazione musicale.

Organista e clavicembalista di fama internazionale, Lorenzo Ghielmi è una figura centrale nell’interpretazione della musica barocca, in particolare dell’opera di Johann Sebastian Bach. Si dedica da anni allo studio e all’esecuzione della musica rinascimentale e barocca ed è fra i più affermati interpreti dell’opera organistica e cembalistica di Bach.

La sua carriera concertistica lo ha portato a esibirsi in tutta Europa, in Russia, in Giappone, in Corea e nelle Americhe. Ha realizzato numerose registrazioni radiofoniche e oltre cinquanta incisioni discografiche per etichette come Winter & Winter, Passacaille, Harmonia Mundi e Teldec. Le sue registrazioni di Bruhns, dei concerti di Bach e Handel e dei concerti di Haydn per organo e orchestra sono state insignite del prestigioso “Diapason d’or”.

Da Dresda a Napoli: Lorenzo e Anna Maddalena Ghielmi ospiti della Pietà de' Turchini

 

Sua figlia, Anna Maddalena Ghielmi si distingue per una carriera in rapida ascesa nel panorama europeo della musica antica, dove è già apprezzata come interprete sensibile e rigorosa. Nata a Varese nel 1999 in una famiglia di musicisti, ha iniziato a suonare il violino a quattro anni con Anna Modesti.  Ha proseguito i suoi studi presso la Civica Scuola di Musica di Milano e al Chetham’s School of Music di Manchester.

Laureata col massimo dei voti presso l’Hochschule für Musik und darstellende Kunst di Stoccarda nella classe di Christine Busch e Emily Körner, ha poi terminato la sua formazione presso l’Hochschule für Musik und darstellende Kunst di Francoforte nella classe di Sophia Jaffé. Da alcuni anni si dedica alle prassi esecutive antiche, perfezionandosi con Rachel Podger. Collabora con ensemble di fama internazionale come Il Giardino Armonico, Collegium Vocale Gent, Balthasar Neumann Orchester e La Divina Armonia.

Il programma ruota attorno alla figura di Johann Georg Pisendel, Maestro dei concerti e primo violino della Hofkapelle, una delle orchestre più antiche e prestigiose del mondo. Attraverso la collezione musicale di manoscritti originali – oggi conservata presso la Biblioteca di Dresda – è possibile ricostruire una mappa sonora dell’Europa barocca.  Da questi provengono le sonate per violino eseguite in concerto, accostate a pagine di Antonio Vivaldi, Francesco Maria Veracini e Johann Sebastian Bach, in un percorso che mette in dialogo virtuosismo strumentale e profondità espressiva.

Nella prima metà del XVIII secolo Dresda si impose come uno dei principali poli musicali europei, sostenuta da una corte capace di assorbire e rielaborare i modelli francesi e italiani allora dominanti. Sotto Federico Augusto I di Sassonia, re di Polonia, la città divenne un centro di irradiazione internazionale, attrattivo per compositori e virtuosi. Violinista di eccezionale talento e raffinato mediatore culturale, J.G. Pisendel, ebbe un ruolo centrale in tale contesto. La sua presenza spiega il ruolo centrale di Dresda nella ricezione della musica italiana: il violinista, allievo di Torelli e amico personale di Vivaldi, fu mediatore privilegiato dello stile veneziano in area tedesca.

Di inestimabile valore, inoltre, il fondo musicale lì custodito, è una testimonianza unica e rara della vivacità e del cosmopolitismo della corte sassone. Non meno significativa la costellazione di episodi che punteggiano la vita musicale cittadina: dalla clamorosa rivalità con Francesco Maria Veracini, culminata in un celebre duello di virtuosi, alla mancata sfida tra Bach e Louis Marchand, conclusasi con la fuga del francese.

Il programma del concerto riflette questo contesto di alta specializzazione tecnica e confronto stilistico. Le sonate per violino, provenienti dalla collezione di Pisendel, documentano una scrittura strumentale di frontiera.  Il nucleo bachiano del concerto comprende la Fantasia BWV 922 e la Sonata BWV 1024, a lungo discussa sul piano attributivo e oggi rivalutata come autentico capolavoro. Le pagine di Louis Marchand evocano, invece, l’universo della corte francese e la celebre sfida mancata con Bach. Chiude Veracini, virtuoso dal temperamento focoso, con una sonata composta a Dresda nel 1721, specchio della vivacità e delle rivalità che animavano la vita musicale cittadina.

Programma

Johann Georg Pisendel (1687-1755)

Sonata in mi minore per violino e basso continuo

Largo. Moderato, Scherzando

Antonio Vivaldi (1678 -1741)

Sonata in Re maggiore per violino e basso continuo

Preludio, Allegro, Adagio, Allegro

Louis Marchand (1669-1732)

da Pieces de Clavecin, Livre premiere: Prelude, Chaccone

Johann Sebastian Bach (1685-1750)

Fantasia in la minore BWV 922

Francesco Maria Veracini (1690 – 1768)

Sonata in sol minore per violino e basso continuo opI n 1 (Dresda 1721)

Overtura, Aria affettuoso, Paesana allegro, Giga allegro

Johann Sebastian Bach

Sonata in do minore per violino e basso continuo BWV 1024

Adagio, Presto, Affettuoso, Vivace

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