Ricomincio dai Libri: un omaggio in allegria per Luciano De Crescenzo

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Ricomincio dai Libri: un omaggio in allegria per Luciano De Crescenzo

Luciano De Crescenzo: lo scrittore Pino Imperatore, il docente di Filosofia Giuseppe Ferraro e gli attori Benedetto Casillo e Gerardo Scala hanno ricordato il “Prof. Bellavista” durante Ricomincio dai Libri.

La seconda giornata della sesta edizione di Ricomincio dai libri, quella di sabato 5 ottobre, ha visto una conclusione speciale, dedicata al grandissimo Luciano De Crescenzo, la cui morte è sicuramente passata in secondo piano rispetto al ricordo da lui lasciato nella cultura napoletana. Se le sale della fiera sono state dedicate per tutta la tre giorni agli indimenticabili personaggi del suo film cult, Così parlò Bellavista (c’erano, tra gli altri spazi, quelli intitolati allo stesso Bellavista, al Dottor Cazzaniga, a ‘O Cavaliere, a Rachelina e al mitico Cavalluccio Rosso), il momento clou si è registrato sabato sera.

Lo scrittore Pino Imperatore ha infatti curato lo spazio Così parlò De Crescenzo, omaggio in allegria per il “Prof. Bellavista”. Imperatore ha citato in apertura della serata la lettera d’addio di Luciano alla IBM (azienda dove lavorava come ingegnere), scritta con parole dolcissime, quasi come se fosse stata mandata a una donna per motivare la fine di una storia d’amore.Ricomincio dai Libri: un omaggio in allegria per Luciano De Crescenzo Da lì è partita un’ora di allegria e riflessione, trascorsa insieme a Giuseppe Ferraro (docente presso l’Università Federico II di filosofia morale, materia tanto cara a Luciano) e agli attori Benedetto Casillo (che in Così parlò Bellavista interpreta Salvatore, il simpaticissimo “vice sostituto portiere”) e Gerardo Scala (alias Luigino il poeta, i cui pensieri poetici sono sempre citati anche dai fan più giovani, nonostante siano passati 35 anni dalla realizzazione dello storico film).

Con alle spalle le foto di Luciano De Crescenzo, Gerardo Scala ha declamato le sue poesie, accompagnato da un Benedetto Casillo in splendida forma, che gli ha fatto da spalla ricordando aneddoti e curiosità sullo scrittore-filosofo napoletano, a cominciare dal momento in cui si sono conosciuti: “L’ho conosciuto in una trattoria a Mergellina -ha dichiarato Casillo- quando lui era ingegnere della IBM e io ragioniere del Comune di Napoli. Aveva occhi che brillavano e fino all’ultimo è stato accompagnato dall’ironia. Ci ha uniti un filo azzurro, come il mare di Napoli”.

L’attore ha inoltre sottolineato come la napoletanità rappresentata da De Crescenzo sia ancora vivissima: “Siamo stati voce di Luciano -ha detto Casillo con grande emozione- Anche oggi lo spettacolo a teatro di Così parlò Bellavista è un trionfo”.

Luciano De Crescenzo rappresenta infatti alla perfezione il vero essere napoletano, ovvero il modo di vivere di quegli uomini d’amore che amano la loro città, con un attaccamento così grande alla bella ma problematica metropoli partenopea che, come ricordato dal Prof. Giuseppe Ferraro, “siamo disperatamente felici” di viverci. Perché, in fondo, citando la scena finale di Bellavista, “Napoli è ancora l’ultima speranza che ha l’umanità per sopravvivere”.