Cibo da strada nel cuore di Napoli. Passeggiata nei Decumani “Frienn magnann”

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Cibo da strada nel cuore di Napoli. Passeggiata nei Decumani
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Una Passeggiata nella Napoli storica, il cuore palpitante della città per conoscere il Cibo da strada tra storia, tradizioni e sapori.

Napoli è un’emozione. Una città ricca di sensazioni, profumi e colori, una carrellata di luoghi incantevoli fà da sfondo ad un fascino legato alla sua unicità che la distingue. E’ una terra ricca di storia e di anima, con i suoi  Palazzi monumentali, ville incantevoli, chiese, il buon clima, il profumo del mare, il contatto di simpatia con la gente ed il cibo saporito, le fragranze dei dolci appena sfornati e l’aroma del caffè,  la rende viva e vibrante, allegra ed ospitale. Questo è un omaggio alla mia città, con la sua musica e  voci di popolo, come un teatro a cielo aperto, uno scenario di svariati e affascinanti spettacoli, un vero e proprio piacere per gli occhi. Ma è anche la Regina di una delle più importanti culture culinarie più buone variegate.

Passeggiare lungo le strade della città è riempire le narici di essenze inebrianti è una esperienza indimenticabile, da provare, in quanto ci aiuta a conoscere le tradizioni a tavola e anche il suo vivere quotidiano.                                              Il cibo da strada, è quello preferito dai napoletani e dai turisti, in quanto propone i sapori più svariati.

E’ un fenomeno interessantissimo della cultura gastronomica partenopea, che risale a tantissimi anni fa, che si mescola con la creatività e l’arte di arrangiarsi del popolo. Le strade del centro storico di Napoli sono piene di profumate botteghe, che si aprono all’esterno con delle invitanti vetrine,  che offrono ai clienti prelibatezze  di vario genere da mangiare all’impiedi. “Frienn magnann” rappresenta così un pasto veloce, consumabile senza posate, una nuova scoperta gastronomica, un’ alternativa alla ristorazione tradizionale.

trippaIl nostro percorso inizia dal quartiere della Pignasecca, con  O’per e o’ muss, il muso ed i piedi del maiale, bolliti e gustati con olio, sale e succo di limone fresco. Trippa lessa di altissima qualità, una specialità tipica del Sud.

Da Via Toledo entriamo nel centro storico  di Napoli, il più grande d’ Europa,  che rappresenta il primo nucleo storico della città, Spaccanapoli.  Racchiude ben 27 secoli di storia e la sua particolarità è che racchiude nella sua conservazione l’antico tracciato viario greco attraverso i Decumani, create alla fine del VI secolo avanti Cristo e dichiarate Patrimonio dell’Unesco, da via dei Tribunali a Spaccanapoli.

tarallo Qui possiamo trovare numerose botteghe storiche, tra cui quelle legate all’arte dei presepi, trattorie, musei,  l’università, pizzerie e luoghi di interesse culturale della cittadina. Passeggiando per queste vie è possibile ammirare tutta la storia cittadina nelle sue forme più semplici. Una passeggiata emozionante per chi desidera conoscere e scoprire le bellezze più  autentiche e soprattutto la tradizione che non lascia il tempo alla globalizzazione. Si prosegue da Via Toledo alla vivace piazza Bellini, dove è possibile notare una piazza animata da alcuni caffè letterari nati nel 1700 quando era usanza per i musicisti ed artisti, rilassarsi e sorseggiare un caffè e parlare tra loro. E da qui ci inoltriamo nel cuore dei Decumani,  ed incontriamo la tradizione del tarallo da Leopoldo, nzogna e pepe, lo street Food partenopeo. Già nel 700/800 i taralli venivano venduti per strada, degustati come cibo da passeggio,  trasportati dal tarallaro, in ceste di paglia. Nati per recuperare i ritagli della pasta del pane, e arricchiti con mandorle, strutto e pepe nero, lavorati a mano, da abbinare ad un boccale freddo di birra o di vino rosso.

E con l’acqualina in bocca, apriamoci lo stomaco con una frittatin e maccarun” una frittatina di pasta, oggi un’icona della cucina tradizionale napoletana, nata come sempre come cibo povero,  perché fatta con la pasta avanzata del giorno prima, che non si butta mai. Ci sono tantissime varianti, con la pasta corta, fusilli e maccheroni, o spaghetti, ziti e bucatini, preparati ad arte con l’aggiunta di un uovo e del formaggio e poi un tuffo nell’olio bollente.

Ed ecco Sua maestà, il cuoppo fritto a Napolia qualsiasi ora del mattino e del pomeriggio è presente per assaporarlo. Possiamo sceglierlo in base, a chell ca tenimm genij, nelle innumerevoli versioni, dalla classica con Palle di riso, Fiori di Zucca, Mozzarelline, ciurilli ripieni, scagnuzziell’ (triangoli di polenta fritta), mozzarella in carrozza, melanzane pastellate, crocchè di patate a quella il pesce Alici, Gamberetti, Calamari, Baccalà dalla doratura perfetta, tutto rigorosamente servito nel cuoppo di cartone, sale e pepe.

Gustando la frittura è un rito provare anche le zeppole, chiamate nel dialetto napoletano “paste crisciute“, una pastella di acqua, farina, sale e lievito di birra, che si prepara per avvolgere tutto ciò che si desidera, come ad esempio la borragine o la verdura.

In alcune trattorie storiche, invece resistono  ancora alcuni piatti come “o bror’ e’ purpo“, il brodo di polpo, cibo di strada per eccellenza della Napoli di una volta, come “ A figlia d’o Luciano” con la possibilità di bere questo elisir di mare servito in una tazza calda ricca di brodo fatto con le ranfetella”  di polipo, pepe nero e con pane raffermo,  la cui tradizione risale addirittura alla metà del XIV secolo, al tempo del Boccaccio.

Scrive Matilde Serao nelVentre di Napoli”, che erano le donne le addette alla vendita, quelle cioè che in strada cucinavano il polipo e lo vendevano al popolo affamato.  Un’ altra emozione gastronomica della cucina napoletana è la  Pizza a portafoglio, detta anche “a libretto, è  più piccola rispetto alla tradizionale, ed è condita con pomodoro, mozzarella e basilico. Si consuma in strada, facile da mangiare con una sola mano, ripiegata in quattro.

Ogni morso è una esplosione di profumi e sapori. Il costo oscilla fra 1€ e 2€, un prezzo conveniente, insomma, economica, buona e salutare. Una sua variante più croccante è  la classica “Parigina” chiamata la francesina, via di mezzo tra pizza e focaccia rustica di forma quadrata.

pizza frittaPoi c’è la Pizza Fritta che per molti è la Regina dello Street Food Partenopeo ripiena di ricotta, mozzarella , pomodoro, cicoli, salame, che si gonfia quando viene fritta in olio bollente. Era la Pizza venduta nei bassi, le case senza finestra che caratterizzano ancora oggi gli antichi quartieri popolari. Una consuetudine che ci porta indietro nel tempo, in una Napoli povera ma sempre generosa come nel bellissimo film di De Sica “ L’Oro di Napoli con Sofia Loren, dove la pizza si chiamava oggi a otto cioè mangi oggi e paghi fra otto giorni.

Chiudendo in dolcezza ricordiamo che Napoli vanta da tantissimi anni di una Pasticceria ricca e molto elegante conosciuta in tutto il mondo. I dolci più celebri sono babà e sfogliata, conosciuti in tutto il mondo, entrambi sono dolci raffinati che richiedono una competenza professionale per essere realizzati. Fatto sta che una prima sfogliatella compare a Napoli nel Convento di Santa Rosa ad Amalfi, molto prima di arrivare nella rinomata pasticceria Pintauro in via Toledo, ambita meta di molti turisti curiosi e golosi.

babà E per finire passiamo al babà, è uno dei classici della Pasticceria Napoletana. La sua origine  è polacca, ma è a Napoli, dopo un passaggio in Francia, che è diventato il dolce più famoso e conosciuto. Di forma particolare forma allungata, morbido e bagnato con il rum e si può trovare nelle pasticcerie della città sia nella sua versione classica sia ripieno con crema di  panna o cioccolato o frutti di bosco.

Napoli è una città che non si può non amarla, perché ci fa emozionare per la sua struggente bellezza, ma come tutte le altre città del mondo ha le sue difficoltà e dolori. I turisti la definiscono, il luogo più affascinante del mondo, con la sua a bellezza che cresce di giorno in giorno, via via che si scoprono i suoi segreti nascosti.

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