sabato, Luglio 27, 2024

Colpi in serie a Poste e gioiellerie tra Caserta e Napoli, sgominata banda della “spaccata”

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Francesco Monaco
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Francesco Monaco, giornalista. Esperienza dalla carta stampata a internet, radio e tv. Scrittore, il suo primo romanzo: 'Baciami prima di andare'.

Almeno 18 i furti commessi di recente, in parte con la tecnica della “spaccata”, in uffici postali, farmacie, gioiellerie ed esercizi commerciali tra le provincie di Caserta e Napoli, dalle quattro persone arrestate oggi.

Sono accusati di almeno 18 furti commessi di recente, in parte con la tecnica della “spaccata”, in uffici postali, farmacie, gioiellerie ed esercizi commerciali del Casertano e del Napoletano, i quattro uomini di età di compresa tra i 23 e i 48 anni – un italiano e tre rom residenti tra Casal di Principe, Castel Volturno e Mondragone – fermati dai carabinieri su ordine della Procura di Napoli Nord; colpi che hanno fruttato oltre 200mila euro di incasso e decine di migliaia di euro di danni ad uffici ed attività.

Le indagini sono partite il 22 agosto scorso dopo un furto all’ufficio postale di Cesa, dove alcuni banditi con guanti e passamontagna arrivarono con un’auto con targhe rubate, sfondarono con la spaccata la porta d’ingresso e razziarono ciò che poterono prendere in poco tempo, soprattutto cambiali e altri titoli.

Quello fu uno dei tanti colpi commessi negli ultimi mesi del 2023 dal gruppo di banditi, le cui azioni hanno destato grande allarme nella popolazione, soprattutto per la tecnica adottata; a Grazzanise, per esempio, fu colpita una gioielleria, dove i banditi, sfondando il vetro di ingresso e entrando con l’auto nell’esercizio, riuscirono a portare via gioielli per 70-80 mila euro.

I carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Aversa, coordinati dalla Procura di Napoli Nord, hanno analizzato le immagini delle telecamere di videosorveglianza degli esercizi e quelle installate lungo la pubblica strada, hanno effettuato tradizionale servizi investigativi, tra pedinamenti e appostamenti, individuando così i componenti della banda.

E’ emerso che la tecnica per introdursi nei locale da razziare era più o meno sempre la stessa, e che i banditi usavano quasi sempre targhe rubate da apporre sulla auto con cui giungevano sul luogo del delitto. Uno dei quattro – hanno accertato i carabinieri – era ricercato da quasi due anni per un condanna emessa dal Tribunale di Napoli sempre per reati contro il patrimonio.

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