martedì, Luglio 27, 2021

Calcio Napoli, De Laurentiis: “Il calcio italiano va demolito”

- Advertisement -

Notizie più lette

Calcio Napoli, De Laurentiis: "Il calcio italiano va demolito"
Francesco Monacohttps://www.2anews.it
Francesco Monaco, giornalista. Esperienza dalla carta stampata a internet, radio e tv. Scrittore, il suo primo romanzo: 'Baciami prima di andare'.

Il nulla di fatto avuto ieri con la mancata elezione del presidente della Figc ha lasciato tanto amaro in bocca anche ad Aurelio de Laurentiis: “Il punto piu’ basso”.

C’e’ molta amarezza nelle parole del presidente del Calcio Napoli, Aurelio De Laurentiis, dopo la fumata nera di ieri che non ha portato all’elezione del presidente della Figc. Il patron della societa’ partenopea, ha rilasciato una intervista in esclusiva al quotidiano La Stampa, in cui ha provato a spiegare cosa sia accaduto e, soprattutto, verso cosa stiamo andando. Con un’unica soluzione possibile alla crisi senza fine del movimento calcistico italiano.

Il nostro pallone ha toccato il suo punto più basso. Non trova?
«Sì, ma non mi strappo i capelli…».

Commissariamento immediato, calcio sotto tutela per chissà quanto tempo. Nessuna amarezza?
«Dico solo che in questa lunga giornata, qua a Fiumicino, abbiamo perso soltanto del tempo: il calcio va demolito e, poi, ricostruito daccapo».

Con gli stessi protagonisti?
«Con idee e programmi, nuovi e realizzabili. Quando arrivi sul fondo, non puoi che ricominciare. Non c’è alternativa».

Lei non sembra preoccupato…
«Assolutamente no».

Come mai?
«Quando, fra di noi in Lega, riusciamo a fare una riflessione di gruppo, capita di guardare ad altre realtà. Quella inglese ci piace».

A chi assegnerebbe l’Oscar di giornata?
«Ce ne sarebbero tanti in lizza. Ma andiamo avanti».

Teme un lungo commissariamento?
«Non temo nulla. Facciano quello che devono o possono».

C’è stato un momento in cui potevate ricucire gli strappi fra le varie posizioni in campo?
«Da ricucire c’è l’intero movimento. Prima il Mondiale perso, ora questo spettacolo impensabile: se non cambiamo le cose adesso, addio».

Quanto tempo, secondo lei, servirà al calcio italiano per cancellare queste ferite molto profonde?
«Dobbiamo darci un lasso di tempo di due, tre anni. Ma soprattutto, ribadisco,, ripartire da zero altrimenti mettiamo solo delle pezze e ci ricaschiamo di nuovo…».

Malagò, numero uno del Coni, vi aveva dato l’avviso: sulle elezioni c’è il rischio stallo meglio fare un passo indietro.
«Il passo indietro, adesso, l’abbiamo fatto tutti. A me non importa che non ci sia stata la fumata bianca per la presidenza federale. Importa che questa lezione ci serva da scossa: la seria A può andare avanti, e vivere, anche da sola».

- Advertisement -
- Advertisement -
- Advertisement -

Ultime Notizie