martedì, Febbraio 24, 2026

Buchbinder entusiasma il Teatro San Carlo con il “suo” impeccabile Beethoven

Unica data per il memorabile concerto del celebre pianista austriaco Rudolf Buchbinder che ha lasciato, nel pubblico del teatro San Carlo, un ricordo indelebile della sua maestosa interpretazione di Beethoven.

Splendida serata beethoveniana quella che si è consumata lo scorso sabato 21 febbraio, in un gremito teatro San Carlo, per accogliere e celebrare un ospite d’eccezione: il celebre pianista austriaco Rudolf Buchbinder (in foto).

Buchbinder entusiasma il Teatro San Carlo con il "suo" impeccabile Beethoven
foto di Carlo Farina

É cosa nota la sua predilezione per la musica di Beethoven di cui è un raffinato ed eccellente interprete, memorabili le sue interpretazioni delle 32 Sonate del compositore tedesco, una “Bibbia“ della musica, più volte interpretate e registrate in memorabili incisioni.

Per la sua performance partenopea, Buchbinder ha deciso di proporre uno dei Concerti più belli e famosi di Beethoven, il Quinto in mi bemolle maggiore op. 73 “Imperatore”: è quasi impossibile risalire al momento in cui si iniziò ad adoperare questo appellativo e visto che le ragioni sono potenzialmente molteplici, il motivo rimare a tutt’oggi ancora oscuro, e forse anche di scarsa importanza.

Quello che è certo è che fu composto nel 1809 in un Vienna assediata dai francesi, sotto un vero e proprio bombardamento della capitale austriaca, costringendo lo stesso Beethoven a trovare riparo in cantina e a coprirsi le orecchie, già minate dall’imminente e devastante sordità, con i cuscini.

Tuttavia ciò non ha impedito al genio di Bonn di creare un vero capolavoro (è dello stesso periodo anche la Fantasia op. 80 per pianoforte e orchestra), un Concerto che con i suoi primi tre maestosi accordi arpeggiati, quasi a mo’ di cadenza, ribadiscono incondizionatamente la tonalità di mi bemolle maggiore.

Buchbinder entusiasma il Teatro San Carlo con il "suo" impeccabile Beethoven
Foto di Carlo Farina

La perfetta intesa con il bravo direttore d’orchestra britannico Karel Mark Chichon (in foto), seguito e coadiuvato da una concentrata e attenta orchestra sancarliana, ha prodotto un’interpretazione di grande efficacia, forte di un’esperienza e una conoscenza profonda della musica beethoveniana.

Scale cromatiche, arpeggi leggeri, note ribattute per terze e un delizioso Adagio un poco moto, del secondo movimento, hanno emozionato ed entusiasmato un teatro gremito di appassionati e fortunati, il cui fulcro della serata si è prodotto nel travolgente ed esaltante Rondò: Allegro ma non troppo del terzo movimento, il cui tema principale “vaga” tra do maggiore, la bemolle, mi minore.

Scroscianti e lunghi applausi hanno testimoniato il calore e l’affetto meritato del pubblico partenopeo, ricambiati con l’unico bis della serata: il terzo movimento dalla Sonata n. 17 in re minore op. 31 No. 2 “Der Sturm”, eseguita con impeccabile e magistrale tocco, che ha lasciato un profondo ricordo e una grande emozione nei cuori e nella mente del pubblico del San Carlo.

Comodamente seduto nel Palco Reale, Buchbinder ha voluto seguire da questa privilegiata postazione la seconda parte della serata, con l’esecuzione della famosissima Sinfonia No. 5 in do minore op. 67, con i celebri tre sol e un mi bemolle d’apertura (praticamente l’accordo in do minore, senza la Tonica) “Così il Destino bussa alla porta” in una esecuzione decisamente lodevole, per concentrazione, per pulizia dei fraseggi, e soprattutto per l’eccellente prova delle prime parti orchestrali, dall’oboe, al clarinetto, dal flauto traverso al fagotto, dagli ottoni ai timpani e naturalmente a tutto il cuore dell’orchestra con gli archi che hanno prodotto un suono limpido e preciso, contrabbassi compresi nella loro parte “solistica”, un lavoro di squadra che ha prodotto un ottimo risultato ben evidenziato nell’esplosione finale del Quarto movimento, il cui genio di Beethoven ci conduce dalla mistica e cupa tonalità di do minore, a quella entusiasmante ed esaltante di do maggiore.

Un tripudio di applausi ha salutato l’ottima esecuzione dell’orchestra del San Carlo, in un serata densa di emozioni, alle quali si è aggiunta anche quella dell’ultimo saluto, per sopraggiunti limiti di età, del professore d’orchestra dei primi violini, Filippo Dell’Arciprete, che il direttore d’orchestra ha voluto omaggiare, con stima e gratitudine, e con tutto l’affetto dei suoi colleghi e del pubblico intero, a suggello di una serata indimenticabile per la Grande Musica e per il teatro più bello e antico d’Europa.

Latest Posts

Ultimi Articoli