martedì, Marzo 9, 2021

Audre Lorde: una donna libera protagonista del Doodle di Google

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Audre Lorde: una donna libera protagonista del Doodle di Google
Luigi Maria Mormonehttps://www.2anews.it
Luigi Maria Mormone, cura la pagina di cronaca su Napoli e provincia, attualità e sport (pallanuoto, basket, volley, calcio femminile ecc.), laureato in Filologia Moderna, giornalista.

Audre Lorde: a 87 anni dalla nascita la poetessa americana (che ha vissuto tutta la vita contro i pregiudizi razziali e sessuali) è protagonista del Doodle di Google. 

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Ogni giorno, Google dedica un Doodle (ovvero una versione speciale del logo del motore di ricerca) per commemorare anniversari di eventi. Oggi, 18 febbraio 2021, sarebbe stato l’87mo compleanno di Audre Lorde, poetessa americana morta nel 1992 a 58 anni.

Una donna libera, “nera, lesbica, madre, guerriera e poeta”, per tutta la vita in prima linea contro qualsiasi tipo di pregiudizio, in particolare quelli razziali e sessuali (ebbe relazioni con la scrittrice Gloria Joseph e con Frances Clayton dopo il matrimonio con Edwin Rollins, dal quale ebbe i due figli Elizabeth e Jonathan).Audre Lorde: una donna libera protagonista del Doodle di Google Tra le sue raccolte di poesie, si ricorda soprattutto From a Land Where Other People Live, in cui Lorde esplora la rabbia, la solitudine e l’ingiustizia, così come la sua identità di donna nera, madre e amante. “Ho il dovere di dire la verità come la vedo io e di condividere non solo i miei trionfi, non solo le cose che mi hanno fatto stare bene, ma il dolore, il dolore intenso, spesso assoluto che ho vissuto”, spiegò in un’intervista.

Lorde si impegnò a far accrescere la visibilità delle donne nere. Nei primi anni ’80 fu cofondatrice della casa editrice Kitchen Table: Women of Color Press, che si proponeva di pubblicare testi di donne Asiatico Americane, Latino-americane, e Afro Americane.

Nel 1980 pubblica The Cancer Chronicles, dove racconta le prime fasi della sua lunga battaglia contro il cancro, che le avrebbe tolto la vita nel 1992. Dopo una mastectomia, la poetessa decide di non indossare una protesi.

Emblematiche le sue parole: “La protesi offre il vuoto conforto del non riconoscere la differenza. Ma è proprio quella differenza che desidero affermare, perché l’ho vissuta, e sopravvissuta, e desidero condividere quella forza con altre donne. Se vogliamo tradurre il silenzio che circonda il cancro al seno in un linguaggio e un’azione contro questo flagello, il primo passo è che le donne con mastectomia devono diventare visibili l’una all’altra”.

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