Università, sciopero dei docenti mette a rischio gli esami di settembre

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Più di 5000 tra professori e ricercatori universitari scioperano per denunciare cinque anni di blocco degli scatti salariali.

di Luigi Maria Mormone – Il mondo universitario italiano si prepara ad un settembre davvero difficile. Più di 5000 tra professori e ricercatori universitari di 79 differenti università sono infatti in sciopero per denunciare ben cinque anni di blocco degli scatti salariali nei loro confronti (essi sono tra l’altro l’unica categoria pubblica cui si applica questa restrizione). L’agitazione è scattata dopo la creazione del Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria, promosso da Carlo Vincenzo Ferraro, docente del Politecnico di Torino. Si tratta di un comitato spontaneo di ricercatori e professori che ha creato a tal proposito un documento, firmato da quattro docenti di diverse Università italiane, il Politecnico di Torino, la Federico II di Napoli, l’Università di Bologna e Roma Tre. La gravità del momento si evince dal fatto che un simile tipo di protesta non accadeva in Italia da addirittura 40 anni. Lo sciopero in questione riguarda nello specifico il primo appello disponibile nel lasso di tempo che va dal 28 agosto al 31 ottobre. Quindi, se gli studenti avranno a disposizione un appello a settembre e uno a ottobre, potranno usufruire soltanto di quest’ultimo. La sessione settembrina degli esami è dunque a serio rischio per tanti laureandi, i quali dovranno molto probabilmente rimandare gli esami preventivati per quella scadenza.