Sonita Alizadeh si ribella: “Mai più spose bambine”

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Sonita Alizadeh si ribella:

Sonita Alizadeh ha detto no al suo destino di sposa bambina rappando il suo rifiuto: la sua canzone è diventata virale due anni fa. 

di Maria Sordino – Sonita Alizadeh è un’attivista, una rapper e una ragazza afghana. Canta per denunciare le ingiustizie che subiscono le donne nel suo Paese e spera di poter cambiare il loro destino.

Oggi studia negli Stati Uniti, suona ai concerti rap e combatte per tutte le coetanee meno fortunate di lei. E’ stata ospite della puntata di Storie Vere condotta da Eleonora Daniele andata in onda su Rai Uno il 27/10/2017.

Sonita Alizadeh si ribella: "Mai più spose bambine"È nata in Afghanistan diciannove anni fa, ma è cresciuta in un campo per rifugiati in Iran insieme al fratello maggiore. Quando aveva appena dieci anni la madre le disse che sarebbe stata venduta (per 9mila dollari) a un uomo che voleva sposarla.

Anche lei era stata a sua volta una sposa bambina: nei paesi dove le bambine vengono vendute, l’amore all’interno della famiglia è forte, ma lo è anche la povertà e la tradizione e spesso le madri sono obbligate a chiudere gli occhi all’amore, perché non conoscono un’altra strada, come racconta Sonita.

Sonita ha rifiutato quel destino e non è rientrata in Afghanistan. A Teheran ha iniziato a frequentare la scuola di una Ong di nascosto e ha imparato a scrivere.

Di lì a poco ha composto un pezzo rap, Dokhtar Forooshi (Figlie in vendita), con cui ha gridato la sua rabbia al web: la guerra e il regime talebano da cui è scappata, la condizione di rifugiata e il lavoro minorile cui è costretta per sopravvivere, inseguendo il sogno di diventare una cantante rap. Il suo dolore è stato ascoltato da una regista che ha voluto raccontarne la storia con un video e ha permesso così che le sue parole diventassero un simbolo, un’arma, per raccontare la storia di una generazione, la storia delle donne indifese dell’Afghanistan.

Ogni anno 15 milioni di matrimoni hanno per protagonista una minorenne, una volta su tre con meno di 15 anni. Sono bambine che hanno dovuto spesso affrontare violenze domestiche e gravidanze precoci e che, almeno in 70000 casi, hanno comportato complicazioni gravi, portandole alla morte (dati Unicef). In Italia sono stati registrati 2000 episodi come quelli denunciati a Palermo in una puntata de Le Iene.

“Lascia che ti bisbigli le mie parole, affinché nessuno mi possa sentire mentre racconto della vendita di bambine, la mia voce non deve essere ascoltata, perché è contro la sharia, le donne devono restare in silenzio, è questa la tradizione nella nostra città.”

Grazie alla sua musica, Sonita ha fondato una sua organizzazione, Sonita’s dream, con l’obiettivo di supportare economicamente quelle famiglie che, come la sua, si trovano costrette dalla povertà a vendere le proprie figlie a un’usanza disumana.