Cosa è il futon? Il materasso della nonna rivisto dai giapponesi

1163
Cosa è il futon? Il materasso della nonna rivisto dai giapponesi

Il significato di futon equivale a “materasso che si arrotola”, le case giapponesi erano molto piccole e lo spazio andava necessariamente ottimizzato. Questo, è uno dei principali pilastri della filosofia Zen applicata all’arredo.

Cosa è il futon? Molti potrebbero pensare che si tratti di un semplice materasso, ma in realtà ci troviamo di fronte ad un’autentica “filosofia a strati”. Una filosofia tutta made in Japan, che si protrae da due millenni e mezzo, e che di recente ha conquistato anche i cuori (e le schiene) di europei e italiani. Vale dunque la pena di calarci nel mondo dei futon, per scoprire come sono fatti e quale fascino nascondono, fra uno strato di cotone e l’altro.

Futon, il letto delle tradizioni giapponesi

Il futon è il letto delle tradizioni giapponesi, ancora oggi presente in tantissime case del Sol Levante. Il significato di futon equivale a “materasso che si arrotola”, e nasconde al suo interno un pezzo di storia delle famiglie di questa terra. In altre epoche, le case giapponesi erano molto piccole e lo spazio andava necessariamente ottimizzato. Questo, fra l’altro, è uno dei principali pilastri della filosofia Zen applicata all’arredo tipicamente giapponese di un ambiente domestico. Grazie al futon, la stanza da letto poteva essere usata per tanti altri scopi. Bastava arrotolare il materasso alla mattina e riporlo in un armadio, e usare la camera per meditare o per pranzare.

Composizione del futon giapponese

Il futon giapponese possiede delle caratteristiche ben precise, e tutto parte dalla sua composizione. Questo materasso srotolabile, nella sua versione originale, viene realizzato utilizzando esclusivamente le fibre naturali del cotone vergine cardato. Sono presenti più strati sovrapposti, necessari per renderlo abbastanza morbido e confortevole. I diversi strati di puro cotone vengono poi racchiusi all’interno di una fodera, necessaria per tenerli insieme. Se si parla di spessore, i futon tipici della cultura giapponese non superano mai i 6 centimetri.

In realtà, il futon veniva (e viene) accompagnato da altri elementi essenziali per dormire. Al punto che, in Giappone, con il termine “futon” si fa riferimento all’insieme del set. Nello specifico, questo set include il singolo materasso (“shikibuton”) e il piumino (“kakebuton”). Incluso nel pacchetto si trova anche il cuscino imbottito in pula di grano saraceno, noto in Giappone come “makura”. Tradizionalmente, il futon viene disposto sopra una stuoia di paglia di riso nota come tatami.

Com’è fatto il futon moderno?

Il futon, come qualsiasi altro elemento proveniente da culture molto lontane, ha subito delle modifiche al suo arrivo in Occidente. Innanzitutto, qui da noi si fa riferimento al futon inteso come materasso vero e proprio. Il kakebuton e il makura, infatti, non hanno avuto la medesima fortuna del materasso e non si sono diffusi oltre i lidi del Sol Levante. Anche la composizione del materasso si è evoluta, il tutto per andare incontro alle esigenze e ai bisogni degli occidentali. Nella fattispecie, un futon composto solo da strati di cotone risulterebbe troppo duro per le nostre schiene.

Non a caso, il futon moderno viene realizzato alternando i già citati strati di cotone cardato ad altri strati composti da materiali diversi. Un must tutto occidentale è il mix di strati di cotone più strati di lattice. È una soluzione che lo rende più morbido, senza però andare contro le tradizioni giapponesi, dato che il materasso mantiene la filosofia bio delle controparti orientali. Altri materiali utilizzati per i futon moderni sono le crine di cavallo, la lana e le fibre di cocco. In certi casi viene persino usato un particolare memory foam realizzato partendo dalle fibre di soia. In sintesi, il futon è cambiato ma continua ancora oggi ad essere al 100% naturale. Un materasso di questo tipo, infatti, non ospita né molle di metallo né materiali sintetici.

Un’altra caratteristica propria dei futon occidentali è il diverso spessore. I materassi prodotti per il nostro mercato sono più spessi, e si tratta ancora una volta di una soluzione pensata per le nostre esigenze. È una differenza molto importante: questo perché il maggiore spessore impedisce di arrotolarli e di conservarli, come invece accade con i “cugini” del Giappone. Anche in questo caso, si parla di una necessità non presente nelle nostre case e nelle nostre abitudini quotidiane. Di contro, anche qui da noi si è diffusa la tradizione del futon sistemato sopra ai tatami.

Caratteristiche e vantaggi del futon

Le caratteristiche naturali del futon non rappresentano un semplice vezzo, ma una vera e propria fonte di benessere per chi ci dorme sopra. Questo perché il cotone cardato non provoca alcun tipo di allergia, al contrario dei materiali sintetici. Da sottolineare che il cotone, insieme ad altri materiali quali il lattice, rende molto traspirante il materasso. Inoltre garantisce il mantenimento delle temperature corporee, cosa che lo rende ideale sia nel periodo invernale che in quello estivo.

È anche in grado di assorbire l’umidità, ed è fantastico per la schiena. Il motivo sta nel fatto che il futon, per via della sua composizione, si adatta alle nostre forme e dunque rispetta le linee della nostra colonna vertebrale. Per questa ragione, spesso viene consigliato anche a chi soffre di dolori alla schiena, ai muscoli e alle articolazioni. La qualità del sonno viene garantita anche dalla totale assenza di materiali in metallo, come le già citate molle. Dunque il futon, non creando alcun campo elettromagnetico, non va ad insidiare il sonno di chi lo usa. Infine, questo materasso non può essere aggredito dagli acari, quindi risulta essere perfetto anche per chi soffre di allergie e di dermatiti da contatto. In sintesi, il futon rappresenta un vero e proprio investimento per la nostra salute.

Un accenno alla storia del futon giapponese

È bene chiudere questa guida su cosa è il futon accennando anche alla sua storia. All’inizio nessun giapponese utilizzava i materassi. Le persone comuni dormivano per terra, mentre i nobili e i cittadini più ricchi del Giappone usavano direttamente i tatami. In realtà anche i tatami, sebbene all’epoca rappresentassero un lusso, erano tutt’altro che confortevoli. Furono i nobili a “rompere il ghiaccio” con le comodità, cominciando ad usare lo zabuton (il cuscino giapponese imbottito) in combinazione con i tatami. I primi futon della storia, dunque, vennero incarnati proprio da questi cuscini.

In realtà, il futon vero e proprio non è poi così antico. La sua produzione cominciò intorno al XVIII secolo, in concomitanza con la diffusione delle tecniche di cardatura del cotone. Nonostante questo, si trattava ancora di un lusso per le famiglie giapponesi. Per capire il pregio dei futon, basta raccontare un’usanza legata a quei tempi. I nobili, per ringraziare le prostitute, usavano regalare loro dei futon. Dunque il grado e l’importanza di ogni prostituta veniva stabilito in base al numero di futon posseduti. Poi, con l’apertura alle importazioni di cotone e di altri materiali, il costo di produzione dei futon scese e questi si diffusero in tutto il Giappone.

È chiaro che la storia del futon è molto più complessa, dato che per millenni vennero usate delle soluzioni più spartane. In concomitanza con gli zabuton, difatti, cominciarono a diffondersi anche le pellicce utilizzate a mo’ di materasso. Poi vennero i primi futon imbottiti di canapa. Erano poco funzionali, perché causavano la dispersione delle temperature corporee. Esistono anche dei riferimenti nelle poesie dell’epoca, dove si racconta di uomini che godevano delle compagnie femminili anche per combattere il gelo notturno.

Il materasso della nonna rivisto dai giapponesi

Anche in Italia abbiamo avuto i nostri futon, sebbene siano decisamente più recenti rispetto alla controparte giapponese. Negli anni ’60-’70, infatti, si usavano dei materassi sottili e imbottiti di lana. A quei tempi, non a caso, figure come quella del materassaio riscuotevano un successo enorme. A dire il vero, anche prima della lana, in Italia si usavano dei materassi imbottiti di materie vegetali quali le foglie e altri tipi di fibre. Il futon moderno, dunque, può essere visto come una sorta di riedizione del materasso delle nostre nonne.